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Continuiamo ad aggiornare il servizio che abbiamo pubblicato fin da domenica poco dopo le 15. Vi abbiamo aggiunto tre video: il primo estratto dalla telecronaca Rai di Franco Bragagna (la notissima voce che si sente nel commento, e che tenta di cavarsela facendo dello spirito che in rete è stato biasimato, per esempio da Roberta Trevisanato). Il secondo video (tratto da Euronews), fa vedere solo la fase finale dell'errore, ma segue gli atleti fino alla correzione del loro giro ('aiut
ata', così appare, da alcuni degli organizzatori) e all'ingresso nel sottopasso dove sarebbero dovuti entrare prima.
Il terzo video è l'intervista rilasciata nel dopo gara da Migidio Bourifa, responsabile degli atleti di testa, dolente sia per l'accaduto sia perché in questo modo viene sminuita la grande prova del vincitore. (Su questo si veda il nostro successivo servizio di Maurizio Lorenzini).
Intanto, sul sito athletics.co.ke, i keniani commentano l'evento (presentato col titolo "I corridori del Kenia si sentono truffati") in modi piuttosto accesi: "non sarà stato un trucco degli organizzatori per far vincere uno di loro?" - "Forse che i keniani non sono graditi perché vincono sempre?" e via blaterando.

Clamoroso alla 32^ Venice Marathon. Dopo circa un'ora e quindici minuti di gara, il gruppetto dei primi, tra cui alcune lepri, è andato su un tracciato sbagliato, il cavalcavia di Mestre, per diverse centinaia di metri. Ritornati sui loro passi ormai avevano perso il comando della gara.

Questo grave errore ha ovviamente favorito il gruppo inseguitore; alla fine un atleta di nazionalità italiana è tornato a vincere a Venezia dopo 22 anni di astinenza. Si tratta di Eyob Ghebrehiwet Faniel,  di origini eritree che chiude in 2:12:16 abbassando di ben tre minuti il suo personale. Alla piazza d’onore l’eritreo Mohammed Mussa, secondo in 2:15:14, terzo il marocchino Tariq Bamaarouf in 2:16:41. 

 

Sull'episodio, al momento della pubblicazione di questo articolo, con gara ancora in corso per molti amatori, non era stato emesso alcun comunicato dall'organizzazione: il che è avvenuto alle 15,39, ed è stato pubblicato per intero nell'altra nostra pagina, con l'aggiunta di stralci da un successivo comunicato.

Questo il passo relativo al fattaccio:

Poco dopo il passaggio a metà gara, però, il gruppo di testa con i keniani Chumba, Kipkemei Mutai e Metto e l’etiope Dawud ha purtroppo sbagliato percorso, seguendo le moto apripista in una deviazione anziché prendere il sottopassaggio per i runners, e perdendo alla fine circa 2 minuti. Eyob Faniel si è trovato così in testa al 25° chilometro

Tra le donne dominio assoluto dell’etiope Sule Ututra Gedo, che ferma i cronometri sul tempo di 2:29:04, distaccando di oltre dodici minuti la seconda classificata.

Fin da subito, prima di conferme ufficiali, abbiamo scritto che l'errore sarebbe stato causato dal divieto di accesso ai mezzi motorizzati del sottopassaggio pedonale di Mestre, dove invece avrebbero dovuto transitare gli atleti. La moto apripista ha logicamente deviato seguendo il tratto stradale, il che non avrebbero dovuto fare né le tre lepri né i corridori che le seguivano. Chi ha lunga memoria ricorderà di eventi del genere accaduti, molti anni fa, a Milano e a Firenze (quest'ultimo coinvolse in prima persona Ruggero Pertile, attuale allenatore del vincitore odierno di Venezia).

Gli atleti coinvolti a Venezia erano tre "lepri", il cui compito si sarebbe esaurito di lì a pochi km, e tre atleti da classifica: di questi, ne ritroviamo due immediatamente ai piedi del podio: Chumba 4° in 2.16:47, Metto 5° in 2.19:51.

Postilla da un comunicato emanato alle 18,10 di lunedì 23:

Ci spiace moltissimo per quello che è accaduto. Ieri si è verificata una circostanza negativa ma del tutto casuale – le parole del presidente del Venicemarathon Club, Piero Rosa Salva – Mi spiego meglio: in quel punto del percorso gli atleti e la carovana dei mezzi di servizio che precede la testa della corsa si dividono. Gli automezzi imboccano il cavalcavia mentre gli atleti vengono deviati dal personale nel sottopassaggio pedonale, per poi ricongiungersi. Ieri, purtroppo, qualcosa non ha funzionato. Probabilmente i mezzi erano troppo vicini ai corridori e gli addetti al controllo del percorso non hanno avuto il tempo sufficiente per indirizzarli correttamente e quindi hanno seguito gli automezzi sul cavalcavia. Fortunatamente il gruppetto di atleti è stato fermato per tempo prima che potesse accadere qualcosa di grave, visto che in quella strada, dopo alcune decine di metri, il traffico era regolarmente aperto. La gara è stata fortemente compromessa per il gruppo di testa composta da Bett, Kemei, Kiplimo, Dawud, Chumba e Metto, e alcuni di loro hanno preferito ritirarsi. Gli inseguitori, tra cui Eyob Faniel, che avevano un distacco di circa 1 minuto, hanno invece trovato il varco regolarmente chiuso e quindi hanno proseguito nel percorso della maratona.