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Locorotondo Marcialonga di San Rocco 2017

SERVIZIO FOTOGRAFICO

 

L’attività podistica non si ferma mai, fosse per loro i runners starebbero sempre a correre…

 

E così, nonostante il periodo di ferie e le concomitanze in Salento e nella vicina Basilicata, ben 253 atleti si sono iscritti alla 29^ edizione della Marcialonga di San Rocco, la seconda consecutiva dopo l’assenza di undici anni, in quel di Locorotondo, in provincia di Bari.

 

Già, Locorotondo, altra perla della Valle d’Itria, davvero stupenda, patria di una delle società regionali di atletica più serie e più importanti a livello assoluto, l’Alteratletica, che oggi svolge il ruolo di organizzatrice in collaborazione stretta con il locale Comitato Feste Patronali “San Rocco”.

 

Location cambiata rispetto allo scorso anno, dalla più periferica Piazza Mitrano si passa alla centralissima Piazza Aldo Moro, dove è fissato il quartier generale con distribuzione di pettorali e chip che avviene presso la sede del locale Municipio.

 

Cinque euro il costo dell’iscrizione, non c’è pacco gara; tre invece per la non competitiva, dove gli iscritti – forse una cinquantina, abbondando – potranno liberamente decidere se correre entrambi i giri di circa 5 chilometri, o fermarsi al primo.

 

A disposizione degli atleti i bagni pubblici sotterranei della Piazza (puliti, ma insufficienti nel momento … di punta); giornata ventilata e soleggiata, finalmente più fresca, dopo giorni di tormentoso calore afoso.

 

A presentare la manifestazione Michele Cuoco, che ben si disimpegna, preciso e puntuale per chi ascolta.

 

Il tracciato, come già accennato, è di 5 chilometri, con attraversamento dell’affascinante centro cittadino e puntatina verso i panorami esterni, molto tecnico, con continue alternanze di pendenza; per fortuna il clima è cambiato, altrimenti i partecipanti avrebbero ulteriormente e pesantemente sofferto…

 

Partenza fissata ottimamente per le ore 18.00, che permetterà di godere della luce naturale sino alla fine della manifestazione, consentendo peraltro un “giusto” rientro ai partecipanti e convenuti e la libertà di muoversi in paese a cittadini e turisti.

 

A curare i rilevamenti elettronici  il team della Fidal Regionale che, in collaborazione con i Giudici, garantirà precise classifiche in tempo reale alla fine della manifestazione.

 

Con l’avvicinarsi dell’orario di partenza, gli organizzatori si preoccupano di far sgombrare le strade da auto e passeggiatori; i giudici richiamano gli atleti sul punto di partenza, sotto l’arco gonfiabile.

 

Gara valevole come undicesima prova del Trofeo Città di Bari: i primi cinquanta uomini e le prime dieci donne (più alcune wild card concesse dagli organizzatori) della precedente prova dovrebbero avere il pettorale contraddistinto da apposito bollino che permetta l’ingresso nella zona pole, come da regolamento: nulla di tutto ciò, per fortuna gli atleti non sono molti, si dispongono con giudizio, senza alcun problema.

Chiudono i “non competitivi” che intelligentemente sono stati posti in coda dagli organizzatori.

 

Giunto il via libera dal tracciato, con appena qualche secondo di ritardo, il Giudice Capo, Luigi de Lillo, spara il colpo di pistola che libera gli atleti, che immediatamente, dopo pochi metri, cominciano in salita.

 

Salgono e scendono, risalgono e riscendono gli atleti, il percorso permette di non annoiarsi mai, semmai  fiacca le loro  gambe; ben sorvegliato, è chiuso al traffico delle auto, non ci sono problemi.

 

Al termine del primo giro sono in testa, appaiati, Susca e Bianco: in campo maschile, il successo sarà affar loro; segue Di Carolo, poi Bellomo,  poi ancora il piemontese Carrea; in campo femminile, comanda Colucci, segue l’emiliana Ravelli, poi Casaluce, Ramunno e l’altra emiliana Di Pasquale.

 

Passano tutti i protagonisti, per tanti l’impegno diventa non essere doppiati e concluderla: mi dispiace registrare l’abbandono del caro Mimmo “Totti” Cardone, per un dolore all’inguine (ma meglio perderne una che tante!), e del supernonno Leonardo Palmisano, che alla veneranda età di 89 anni lascia quasi con vergogna, ma con la lucida intelligenza di non rischiare...

 

E il secondo giro fa selezione: l’allievo della classe 2000, Giovanni Susca, alberobellese tesserato per l’Atletica Amatori Cisternino, scuderia Michele Cuoco, va ad affermarsi in 33:15, cogliendo un giusto e meritato successo, come testimonierà sui social nei giorni a venire l’ottimo Gianpiero Bianco (Dof Amatori Turi), secondo in 33:54. Bravo e sportivo Gianpiero, che affermerà di non essere riuscito a tenere il passo di Giovanni: sottolineando l’umiltà del vincitore, ad entrambi auguriamo tante, tante soddisfazioni.

 

Bravissimo, Michele Di Carolo (Atletica Amatori Cisternino) è terzo in 35:18, a precedere il diligente Nicola Bellomo (Dynamyk Fitness Palo del Colle), quarto in 35:37, e il “tatuato” piemontese Alessandro Carrea (GP Solvay Alessandria), quinto in 35:58. Segue “mister” Antonio Zaccheo (Fiamma Olimpia Palo del Colle), sesto in 36:32, con il capace Pietro Carbotti (Martina Franca Running) che sale in settima posizione in 36:49, e l’operoso Vito Procino (Bio Ambra New Age), ottavo in 37:16. Da elogiare, un altro 2000, Gaetano Cervelli (Bitonto Sportiva), nono in 37:25, con l’instancabile Francesco Massari (Fiamma Olimpia Palo), che perde qualche posizione rispetto al primo giro, finendo decimo in 37:29.

 

Al femminile, sempre affidabile, Ilenia Colucci, tesserata per la società organizzatrice, bissa il successo dell’anno scorso, e s’impone in 39:14, ventesima assoluta. Secondo posto per l’ottima Francesca Ravelli (Podistica Pontelungo Bologna) in 40:26, con la “certezza” Nicoletta Ramunno (Montedoro Noci), che rimonta e chiude terza in 42:51.

 

Emozionante sprint finale per decidere la quarta posizione e la prima di categoria SF40, tra Milena Casaluce (Bitonto Sportiva) e Ottavia Di Pasquale (Podistica Pontelungo Bologna): spalla a spalla pulito e deciso, con Milena a precedere Ottavia, entrambe cronometrate in 43:32. Sesto posto per la decisa Delia Mastrorosa (Atletica Monopoli), che conclude in 44:09, davanti alla grintosa omonima Cristina (Free Runners Molfetta), settima in 44:30. Altro spettacolare sprint per l’ottava posizione: Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), alla ricerca di nuove motivazioni, ha la meglio sulla positiva Antonia Patierno (Free Runners Molfetta), entrambe “tempate” in 44:59. A soli 5” segue Annalisa Calella (Alteratletica Locorotondo), bravissima decima.

 

232 gli atleti Fidal giunti regolarmente al traguardo: chiudono la vitalissima Michela Corbacio (Atletica Monopoli) in 1:16:20 e nonno “Cenzino” Mirizzi (Amatori Putignano), sempre brillante, in 1:19:07.

 

Percorso che i gps descrivono in totale di circa 9700 metri, come detto spettacolare e tecnico, chiuso alle auto, ma purtroppo aperto nel finale a chi passeggia, con gli ultimi costretti a pericolosi sprint tra chi invade la sede stradale. Presente un solo ristoro, al sesto chilometro, con bicchierini d’acqua, per fortuna non è troppo caldo… Da elogiare il transennamento della zona arrivo, con la gente ordinatamente dietro, consentendo un buon lavoro a Giudici e fotografi.

 

Il ristoro finale prevede anguria fresca e bottigliette d’acqua; immediato anche il pasta-party, con ottime orecchiette alla crudaiola…

 

Pronte le classifiche, si può procedere con la cerimonia di premiazione, che, come i grandi eventi, rimanda i meritevoli di categoria (i primi tre) al ritiro diretto del premio (una maglia tecnica contenuta in una sacca in tela) nel punto che nel pre-gara costituiva la sede di distribuzione dei pettorali.

 

E cosi, si chiamano i primi cinque uomini e le prime cinque donne, per loro confezioni di vino, monili e maglia tecnica, seconda la posizione occupata, consegnate da Marco Rubino e Antonio Petino, i due massimi esponenti della società organizzatrice, della presidente del Comitato Feste patronali e dell’assessore allo sport del locale Comune, Vitantonio Speciale.

 

Ultimo atto, la consegna di un ricco cesto di frutta alle prime tre società per numero complessivo di atleti giunti al traguardo: vince la Bio Ambra New Age Capurso con 17 finisher, su Manzari Casamassima e Atleticamente Modugno, rispettivamente seconda e terza, entrambe con 15.  

 

E’ finita anche questa, le vacanze incombono: giudizio positivo per questa gara risultata piacevole, da migliorare in piccoli particolari, e che senz’altro può oramai andare ad occupare il ruolo di classica del Ferragosto pugliese.