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Modena Woman Run 2017 Alessandra foto Fabio Marri a

 

In questo buio finale di autunno, dove la tetraggine delle giornate non è resa più allegra dalle trappole commerciali del Venerdì Nero o dalle monotone rassegne televisivo-boldriniane sulle donne in sofferenza (anche quelle che vent’anni dopo denunciano di aver “dovuto” fare certe cose…? - allora viva Marilyn che ammise “certo che l’ho fatto, e se non lo facevo io ce n’erano altre 25 che l’avrebbero fatto al posto mio”!), e dove il calendario del podismo emiliano offre eventi ripetitivi e sconfortanti…, per far muovere le gambe in compagnia non ho trovato di meglio che lasciar perdere la corsa prescritta dal Coordinamento, oltretutto programmata alle 14,30, coi suoi partenti anticipati e i soliti maschietti in crisi di astinenza che vanno alle corse per imbarcare, puntando invece su una corsetta allestita da un negozio sportivo di fresca creazione ma già molto attivo come uno dei suoi gestori, Mohamed Moro (Fratellanza, 33 anni, 48.76 sui 400, 1:47.14 sugli 800, 15:51 sui 5000, 1.10 in maratonina).

Nessuna benedizione del Coordinamento (anzi, presumibili sanzioni o gride minacciose, per una tariffa ‘antisociale’ di ben 2,50 a pettorale, ben più alta del prezzo ‘da reddito di inclusione’ o ‘Ape sociale’ per i poveri podisti modenesi; e per giunta con pacco-gara riservato alle signore); boicottaggio dei podisti soliti e dunque partenza tutti in gruppo al via ufficiale, alla presenza - per dirne uno - di Alessio Guidi, bolognese arioso amico delle corse fuorilegge, e soprattutto di molte donne che ben di rado si vedono nelle corse ‘normali’ (eccezion fatta per la bionda pimpante Alessandra, che si rifà della sconfitta patita non per colpa sua al trail notturno di Vezzano).

E non erano presenti solo donne camminatrici, peraltro almeno un centinaio, ma altrettante ragazze sportivamente assatanate, che non sono riuscito a tallonare pur andando ai 5:23 a km (media ragguardevole per il sottoscritto di questi tempi e col pranzo sullo stomaco): e insomma hanno percorso i 6 km esatti del tracciato, quasi metà campestri, in mezz’ora o meno.

Tracciato ricalcante in buona parte quello degli allenamenti serali che il negozio propone da un paio d’anni, quasi tutto su piste ciclabili con una escursione notevole nel parco cosiddetto della Resistenza, ai cui margini crescono minacciosi palazzoni delle varie Coop costruzioni, prima avvisaglia della cementificazione già decisa per tutta l’area verde che ancora separa questo quartiere Buon Pastore dal quartiere S. Agnese. Modena ha seimila alloggi vuoti (alcuni dicono ventimila), ma c’è bisogno di costruirne altri per soddisfare la sete di guadagno di certi costruttori, che avevano acquistato terreno agricolo misteriosamente indovinando che sarebbe diventato edificabile. E il cosiddetto consumo zero di territorio sta diventando, nelle ultime dichiarazioni di chi comanda, una specie di somma algebrica: qui vi consumiamo dieci ettari, ma vi garantiamo che nel resto della città faremo crescere dieci ettari di bosco dove adesso stanno i ruderi delle fabbriche con la loro brava dose di scorie di carbone e amianto.

Intanto, dove si è corso, abbiamo notato un eccezionale spiegamento di sbandieratori, non meno di uno ogni cento metri: essendo una gara rivolta principalmente alle donne, i loro mariti sono stati caldamente invitati a presidiare l’area, col sottoprodotto non trascurabile di controllare se nessun maschietto in corsa si permetteva qualche licenza verso più o meno “consenzienti”. Per di più, un paio di vigili hanno garantito il passaggio dell’unica strada trafficata, e non c’è stato insomma nessunissimo problema.

A occhio e croce, almeno trecento i partecipanti; tè caldissimo al traguardo, talmente caldo e saporito che era concessa la facoltà di allungarlo con l’acqua. Pacco gara (per sole donne come si è detto) assai abbondante: novità, scatolette che sembravano il solito tonno e invece erano carne di pollo, molto originale. Accertatomi che non era per gatti ma per umani, l’ho assaggiata e devo dire che era decisamente buona.

Non solo modenesi alla partenza: nessun carpigiano, è vero, e dunque tutti hanno corso col loro bravo pettorale spillato, senza evasioni da tirchieria, c’era Giangi che pur abitando a 2 km dalla gara “coordinata” è venuto qui, e addirittura gente da Finale Emilia che ha ‘sorvolato’ la stessa località della corsa ufficiale per giungere, dopo più di 40 km, dalle parti del nostro speciale, e oggi allegramente femminile, Modena Park.

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