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Mauri Gianni

Parliamone col presidente Fidal Lombardia, Gianni Mauri

Recentemente, il 19 ottobre, avevo sollevato una serie di perplessità sulle normative della federazione di atletica leggera in vigore dall’1 gennaio 2018, normative che, come avevo spiegato, a me parevano delle semplici indicazioni di massima, lasciando poi in mano agli organizzatori la decisione di mettersi a posto tra loro. Questo è quanto avevo scritto, suggerisco di leggere con attenzione, per seguire bene i successivi passaggi:

http://magazine.podisti.it/2013/index.php/component/content/article/31208-mezze-e-maratone-fidal-selezione-o-caos.html

 

Da allora sono successe varie cose: incontri, tentativi di accordo, ipotesi di spostamento date, tutto molto complicato anche perché gli organizzatori dei grandi eventi, forti della loro posizione, negano concomitanze con manifestazioni, anche su diversa distanza, se entro i fatidici 300 chilometri.

 

Fidal Lombardia ha ascoltato le proteste degli organizzatori, ha ipotizzato delle modifiche alle normative per non danneggiare le gare sul territorio, presenti da tempo nel calendario. Ha anche elaborato un documento, contenente delle proposte e inviandolo al consiglio federale, ma sino ad ora non è successo niente.

 

Presidente, cominciamo proprio da qui, Milano chiama e Roma? ( n.d.r. dopo la realizzazione dell’intervista il presidente ha comunicato che è arrivato una risposta da Roma, che promette massimo impegno nel risolvere il problema. Speriamo).

Per ora non abbiamo risposte, ma garantisco che stiamo facendo di tutto per averle. E positive. Io devo tutelare le manifestazioni e le società che le organizzano, società che spesso utilizzano le gare per autofinanziare il settore giovanile. E non stiamo certamente parlando di business. 

 

Trova corretto che la federazione faccia delle regole e poi lasci che ognuno vada per conto proprio? O addirittura sia lei stessa a non rispettarle, mi riferisco al caso clamoroso della Treviso Marathon: incompatibile per la distanza con Milano, chiede alla Stramilano di farla ugualmente, viene risposto negativamente eppure si farà lo stesso, addirittura viene dato a Treviso il campionato italiano di maratona!

Il punto è che se sono regole si devono rispettarle, se sono indicazioni ognuno si muove come crede e si arrangia come meglio può. Mi risulta che alcuni organizzatori abbiano sollevato dubbi di natura legale sulla legittimità di tali indicazioni. Attenzione: c’è assoluta necessità di riordinare il calendario, ma discutiamo il metodo, anche in relazione alle problematiche delle singole regioni.   

 

E’ possibile che si metta sullo stesso piano mezze e maratone, due gare totalmente diverse tra loro?

No, proprio no, chiunque abbia un minimo di competenza in merito sa perfettamente che si tratta di due gare totalmente differenti, in termini di impegno fisico, di preparazione …. e questo mi rende ancora più perplesso sulla decisione di evitare le concomitanze tra mezze e maratone. Che senso ha?

 

Nel frattempo qualche situazione è stata sistemata, ma forse la soluzione è peggio del problema stesso. Ad esempio, la mezza di Vittuone ha dovuto spostarsi ed ora è concomitante con la storica gara V Mulini, a 10 chilometri di distanza. Possibile che la Lombardia debba auto danneggiarsi in questo modo?

No, è assolutamente ingiusto, purtroppo questa è l’unica soluzione che oggi siamo stati in grado di proporre agli organizzatori di Vittuone.

 

A proposito di questo, mi risulta che Fidal Lombardia abbia proposto delle soluzioni alternative, di che si tratta?

Abbiamo incontrato più volte gli organizzatori, ascoltato le loro giuste osservazioni, fatto le nostre valutazioni e concluso che è assurdo in Lombardia, ma più in generale in tutto il nord Italia, imporre una distanza minima di 300 chilometri, limitazione che forse potrebbe andare bene in altre aree geografiche, dove il calendario gare è meno affollato. Abbiamo proposto di ridurre da 300 a 200 chilometri l’incompatibilità con i livelli silver, o gold, siamo convinti sia assolutamente ragionevole. Siamo in impaziente e fiduciosa attesa di una risposta positiva

 

Già, ma il prossimo consiglio sarà il 21 dicembre, mangeranno il panettone e si faranno solo gli auguri di Natale o succederà qualcosa? Ma il problema più grave è che siamo a due passi dal 2018, gli organizzatori, in particolare quelli con gare ad inizio anno, che dovrebbero fare?

Proprio per questo abbiamo inviato la nostra proposta già a fine ottobre, se si vuole davvero fare qualcosa c’è tutto il tempo. Del resto proprio l’assegnazione di Treviso, in barba alle regole, nonostante la concomitanza di Stramilano, dimostra che si possono fare le cose rapidamente e modificando le “regole”. Ma ci vuole la volontà di fare. E’ assolutamente necessario un consiglio straordinario prima del 21 dicembre, non vedo perché si debba far aspettare inutilmente tutto questo tempo.

 

Al momento, per il 2018, ci sono almeno 6-7 gare lombarde che rischiano di sparire dal calendario, quantomeno da quello Fidal, salvo non accettare date improbabili. Mi riferisco a Crema, Lodi, Cernusco Lombardone, Alpin Cup, Padenghe. A meno che, nel frattempo, qualche grande organizzatore non sia colpito da improvvisa generosità, o più semplicemente da buon senso. Il rischio è che queste manifestazioni decidano di migrare verso gli EPS (ci sono già diversi esempi nell’anno in corso).

Questa sarebbe davvero la cosa peggiore, io me ne rendo perfettamente, l’auspicio è che se ne rendano conto anche a Roma ed apportino le opportune modifiche, basta un po’ di buon senso, è chiedere troppo? Ciò che chiedo è di considerare correttamente la geografia dell’Italia, si provi a tracciare una linea dalla Lombardia e si scoprirà che nell’arco di 300 chilometri si toccano ben 8 regioni, e la maggior parte di queste hanno già per conto proprio un calendario gare piuttosto affollato.   

 

Tutto questo ha portato a mesi impossibili e senza più spazi (ottobre e novembre) ed altri che invece hanno improvvisamente date libere, perché fortunatamente non coincidenti con gare Silver e Gold. Gli organizzatori lombardi, pur di fare le loro gare, dovrebbero rivedere i loro programmi?

Di certo chiedo disponibilità a valutare soluzioni alternative, ma non posso proprio chiedere a manifestazioni ormai storiche, che sono in una certa data da sempre, di stravolgere tutto per rispondere a normative lodevoli nelle intenzioni, ma di difficile applicazione, che penalizzano in modo particolare la Lombardia.

 

Fiducia che la proposta lombarda faccia breccia presso la federazione?

Io devo avere fiducia che le cose cambino, le nostre proposte sono ragionevoli e devono essere considerate con la massima attenzione. Diversamente mi troverei in imbarazzo di fronte alle società a cui, come presidente, devo rendere conto. Se la federazione non le accettasse, come potrei impedire di fare ugualmente le manifestazioni nel momento in cui è la federazione che non rispetta le regole che essa stessa ha violato?

 

Grazie Presidente, buon lavoro.

 

Restano tante, troppe anomalie su scala regionale e nazionale, ne estrapoliamo alcune a caso.

 

La mezza di Bedizzole ha ottenuto la data del 14 ottobre, però incompatibile secondo il calendario nazionale Fidal, perché distante solo 165 chilometri dalla mezza di Treviso, gara di livello Silver.

 

Abbiategrasso, mezza e maratona, è da ieri (13 novembre) in calendario nazionale Fidal per il 28 ottobre 2018, una data a suo tempo richiesta dalla mezza di Lodi (peraltro presente in questa data da tre anni), e negata per incompatibilità di distanza con la maratona di Venezia (meno di 300 km), Abbiategrasso è nella medesima situazione, però è stata autorizzata.

 

Mezza di Trecate, incompatibile con maratona e mezza di Padova (entrambe Silver), perché entro 300 chilometri.

 

Mezza di Trento e mezza di Torino, entrambi Silver, eppure ci vorrebbero 500 chilometri di distanza.

 

A queste situazioni, ed altre, si aggiungono quelle già denunciate, come Stramilano e maratona di Treviso, maratona di Roma e di Milano. Naturalmente è possibile che mentre riporto queste informazioni le cose siano già cambiate, o stanno cambiando, ma non ci sono notizie in merito; l’unica cosa che fa (o dovrebbe fare) riferimento è il calendario nazionale Fidal, questo vedono gli organizzatori. E il 2018 è dietro l’angolo.

 

In questo scenario è opportuno rilevare che mentre gli organizzatori di grandi eventi rispondono negativamente a richieste di autorizzazione da parte di gare a minore partecipazione, Turin Marathon risponde sistematicamente in modo positivo, a tutti, con un sapiente mix di abilità e buon senso. Complimenti!

 

foto Grassi/Fidal Lombardia 

 

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