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Salming Race

 

Marca e Modello

Salming Race 5

modello precedente: Salming Race 4

 

Specifiche tecniche principali   

Categoria: Scarpa da gara

Differenziale (tallone/avampiede): 5 mm (11/16)

Peso: 187 gr (peso rilevato per taglia EU 42,5)

 

Utilizzo principale:

Gare su strada a ritmi medi e veloci

Per atleti di peso medio/basso caratterizzati da un appoggio neutro, alla ricerca di una scarpa prestazionale ai massimi livelli

 

Il mio parere in un Flash

Performance, qualità e fascino …..

E’ con un filo di timore che mi approccio all’uso delle Salming Race 5 …. quel timore bello, quello che stimola sensi e facoltà.

E’ necessario infatti calarsi nella logica del posso “permettermela” la Race5?

Non intendo in termini economici ma in termini di utilizzo proficuo della scarpa e sensazioni che se ne ricavano.

Siamo di fronte ad una calzatura che non posso che definire un’arma da gara, un gioiello con pochi compromessi e del tutto votata a “tirar fuori” la massima velocità dal runner che la indossa.

Anche se più che indossarla, la Race 5, diventa parte di te tanto è sincera e reattiva.

Alla Race 5 non manca nulla e non ha nulla da togliere …. è perfetta così, con il pacchetto suola/intersuola flessibile, minimale e reattivo che lavora di concerto con il Torsion Efficiency Unit in fibra di carboni: una vera chicca!!

Il tutto sotto una tomaia flessibilissima, realizzata in pezzo unico senza cuciture e con colori che cambiano sfumatura tra sera e giorno in funzione della luminosità esterna.

Il messaggio marketing di Salmig : “no non sense  running” è assolutamente valido anche nel campo delle performance assolute.

Adrenalina pura ragazzi, da godersi però con attenzione ed a ritmi sotto i 4’/km. Sono infatti queste le velocità per cui la Race 5 è progettata.

Bimeccaniche ed appoggi tipiche di ritmi più lenti di 4’/km non sono, a mio parere, adatti alla Race 5 ed espongono il runner a traumi eccessivi con conseguente maggior rischio di infortunio.

 

Informazioni generali

Intento del fabbricante:

Creare una scarpa da gara, per uso su strada, dal peso contenuto, che predisponga il runner ad una corsa naturale pur nell’ambito di un prodotto votato alla performance.

Tomaia

La struttura superiore è semplicemente uno spettacolo per gli occhi e per i piedi runner appassionato.

Nei suoi camaleontici colori è flessibilissima, realizzata con processo di termosaldatura e quindi priva di cuciture o giunzioni che possano anche minimamente infastidire il runner , specialmente in quelle situazioni di massimo impegno per cui la Race 5 è pensata

La conchiglia di contenimento del tallone è rigida quanto basta, bassa e non invasiva. Esattamente quello che serve per sostenere il runner ai ritmi veloci per cui la Race 5 è pensata.

Sotto i 4’/km e con appoggio/spinta in mesopiede (se non in avampiede) la tomaia tutta fornisce il corretto supporto senza inficiare la propriocettività del piede e la mobilità della caviglia necessarie nei rapidi cambi di direzioni che spesso si incontrano nelle gare veloci.

Gli occhielli delle stringhe sono opportunamente posizionati per far si che la tomaia fasci il piede come serve in gara: in modo sicuro, senza costrizioni ma anche senza inutili spazi in cui le dita possano navigare creando instabilità.

Le stringhe sono buone e garantiscono allacciature rapide e sicure. Le avrei magari preferite, vista la destinazione racing, un po’ più elastiche in modo da modulare ancora maglio l’aderenza al piede.

 La linguetta della Race5 non è il tipico "cuscinetto supermorbidoso” che abbiamo sperimentato con piacere su altri modelli Salming. La linguetta qui è sottile, aderente, stabile …. una lama, come tutta la Race5 d’altronde.

 

Struttura / intersuola / suola

Drop 5mm. Avampiede 11mm – Tallone 16mm

Come per quasi tutte le Salming da running di ultima generazione, anche la struttura della Race5 è basata sul concetto Salming TGS 62/75°. Questa sigla di fatto rappresenta la disposizione e l’orientamento delle linee di flessione nell’intersuola. Secondo gli studi di Salming il punto di flessione posto all' incirca al 62% della scarpa (inteso come distanza dal tallone) coadiuvato da una linea di flessione, che si estende fino alla punta del piede, inclinata di 75°rappresentano il mix ideale di stabilita dinamica e flessibilità.

Nella Race 5, dove la flessibilità della calzatura (più che la stabilità) ha una importanza fondamentale per assicurare la massima trazione del piede, il TGS 62/75° trova la sua collocazione ideale. Infatti il concetto Salming TGS 62/75°, che ha come caratteristica principale l’ottimizzazione della flessibilità, si adatta alla Race5 come un l’ideale assetto da gara ad un’auto da competizione.

Il pacchetto suola/intersuola denominato Runlite è realizzato con il materiale EVA High Abrasion Injection ed è caratterizzato da inserti antiabrasione a densità differenziate nei punti cruciali della superficie di contatto con il terreno.

Il concetto Runlite garantisce (compatibilmente con i ridotti spessori dello stack suola/intersuola della Race5), una sufficiente sensazione di comfort nel momento del contatto col terreno, una leggerezza invidiabile ed una sensazione di estrema flessibilità.

Il cuore dell’intersuola è il sistema Torsion Efficiency Unit basato sulla lamina in fibra di carbonio.

Il suo lavoro si sente, e come !!...Grazie anche alla bassa distanza da terra la scarpa risulta stabile, reattiva ai massimi livelli e con quel “kick off” percepito che dona grande efficienza durante la corsa.

 

Primo contatto

La scarpa si presenta veramente cool.

La livrea è molto originale con un effetto rifrangente alla luce che cambia tonalità in funzione del tipo di luce esterna.

Le finiture, come tutti i modelli Salming, sono di livello assoluto.

Calzando la Race5, fin da primo momento, ho sperimentato una sensazione di feeling, leggerezza e mobilità di assoluto livello.

La linea affusolata della tomaia potrebbe per alcuni runner, con il piede particolarmente largo, richiedere un minimo di adattamento ma considerando che stiamo entrando nell’abitacolo di una monoposto da gara non lo ritengo un grande problema.

Il drop 5 si coglie subito così come la bassa distanza da terra. Questi 2 elementi, grazie anche all’aderenza che la Race 5 ben allacciata è in grado di generare sul piede, predispongono ad una corsa naturale.

L’appoggio nella parte avanzata del piede viene spontaneo e le asperità del terreno, minimamente filtrate dal ridotto pessore suole/intersuola, si percepiscono quanto basta per non perdere nemmeno una porzione dei watt sprigionati a terra.

Devo dire che la ridotta ammortizzazione, non sufficiente ovviamente a fornire protezione a ritmi medi e lenti, dona quel minimo di confort tale da non compromettere le prestazioni in gara a causa di dolori metatarsali o altri disagi di questo tipo. Il tutto ovviamente a patto di un adeguato, ragionato e non frettoloso adattamento.

Via allora… pronti per dare il meglio nelle Race5….

 

Sensazioni all’utilizzo

Pronti via…mai come in questo caso possiamo usare questo detto.

In gara con le Race5 ci si trova subito a spingere in modo naturale, il feeling con il suolo è totale, la reattività è ottima, le spinte a terra hanno una resa di assoluto livello con il piede che lavora in modo ottimale.

Si percepiscono sensazioni di velocità ed efficienza impagabili, ma c’e il lato B.

Adattamento ed attenzione, a mio parere, devono infatti essere alla base dell’utilizzo della Race5. Il rischio di pagare con un infortunio un utilizzo eccessivo o incauto è, a mio parere, elevato.

Certamente si trascinati dalle belle sensazioni ricevute ma mai farsi ingolosire.

Abituarsi pian piano al drop5, alla struttura minimale ed utilizzare la Race5 solo quando si è consci di poter sostenere certi ritmi (con una buona efficienza di corsa) per tutta la durata della prestazione sono a mio parere condizioni che è necessario rispettare.

Vi sono atleti sufficientemente veloci, efficienti ed adattati che utilizzano la Race5 anche in maratona. Nel mio caso di tapascione con qualche sprazzo estemporaneo di performance, pur dopo un adeguato adattamento, non mi spingerei oltre la mezza.

Queste cautele, a mio parere, non limitano l’utilizzo delle Race 5. Anzi, ne rendono più godibili e fruibili le ottime caratteristiche da pura racer.

Un buon modo per sfruttare al meglio le Race5 è ovviamente utilizzarle con un adeguato riscaldamento. E quale miglior modo di riscaldarsi coerentemente con loro se non seguendone la medesima filosofia del “natural running”.

Vedo a questo scopo, nel parco calzature del runner appassionato, un’ottima accoppiata Salming enRoute + Race 5.

La prima protettiva e flessibile quanto basta assecondare i movimenti del runner ad inizio sessione, con le strutture muscolari e tendinee fredde (o minimamente attivate). La seconda capace di farci scaricare a terra in modo efficace tutta la potenza del motore lanciato al massimo della potenza.

Buone corse!!! .... e attenzione ai limiti di velocità…..

Plus

Aspetto moderno e personale

Grande flessibilità e libertà nei movimenti

Ottima reattività e feeling a terra

Buona sensazione di presa avvolgente sul piede

Minus

Nessuno. Ovviamente in riferimento alla specifica tipologia, molto specialistica, di prodotto.

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