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Cinquecento e tutto esaurito.

 

Un’offerta assai variegata, quella proposta dagli organizzatori della Sky Running Adventure A.S.D. in collaborazione con la Pro Loco di Calestano per la decima edizione di una delle gare trail più partecipate dell’Appennino: 500 concorrenti che, distribuiti sui vari percorsi, hanno portato alla chiusura anticipata delle iscrizioni già nei giorni precedenti la gara.

 

I percorsi potevano accontentare tutte le tipologie di trailer, con un corto da 17 km, un intermedio da 28 km e due lunghi da 50 e 66 km nominali - che in realtà erano più lunghi di quasi 2 km per alcune varianti apportate alla gara.

 

Come detto al briefing da Roberto Mattioli, anima e perno di tutta l’organizzazione, si parla di una gara vera dove è necessario “correre” per poter rispettare i cancelli sul percorso, mantenendo velocità medie che normalmente non sono richieste nelle gare trail.

 

Il primo cancello, posto poco dopo il 22° km, si supera solo con una media di 5 km/ora se si vuole rimanere nelle 3he40’ del road book: i runner veloci potranno sorridere su queste prestazioni, ma la non tanto esigua categoria di cui faccio parte, e cioè dei tapascioni, deve sudare le proverbiali 7 camice per non farsi fermare e indirizzare sul più tranquillo percorso da 28 km. Comunque apprezzabile la possibilità, anche per chi “arriva lungo”, di poter continuare la gara ed entrare comunque in classifica pur se su un traguardo più modesto.

 

La stessa cosa avviene per chi, iscritto alla gara da 66 km, arriva al bivio con il percorso da 50 km e si rende conto di essere in ritardo rispetto alle ore 14.00 (come consigliato al briefing) e può optare per il percorso breve ed entrare in classifica seppure con 1 ora di penalizzazione ma acquisendo ad ogni modo punti e risultando finisher.

 

La gara si svolge in quasi totale autonomia alimentare per quanto riguarda i cibi solidi, e ai ristori viene fornita acqua, cola (molto poca), sali, e qualche biscotto con uva passa: niente a che fare con i super assortiti banchetti a cui siamo abituati in molte competizioni. Se a qualcuno può non piacere, io ritengo invece che questo sia più vicino al vero spirito trail, e cioè una corsa sui sentieri dove ognuno deve saper badare a se stesso, seppur all’interno di organizzazioni che ci permettono di avere una strada tracciata - in maniera maniacale qui al Tartufo - essere assistiti e soccorsi in caso di necessità, e di essere comunque in compagnia di altri corridori.

 

Il percorso, pur presentando salite a volte molto impegnative per pendenza e fondo pietroso, alterna anche lunghissimi tratti corribili, prova ne è il tempo del vincitore della gara regina, Palici Andrei Viorel, che ha fermato il cronometro a 6h e 44’: tempo veramente stratosferico; comunque ben  6 concorrenti sono scesi sotto le 8 ore compreso il modenese Giulio Piana che sale sul terzo gradino del podio andando ad affiancare Luca Carrara giunto secondo: 7h 02’ e 7h 28’ i tempi rispettivamente di Carrara e Piana.  

 

Giornata climaticamente perfetta con sole pieno e temperature miti, una vera rarità se penso che nelle precedenti tre edizioni che avevo corso non era mai mancata la pioggia, a volte assai violenta.

 

il pasta party nella Casa degli Alpini che è ormai parte integrante della gara, e si distingue per l’ottima qualità e la gentilezza dei volontari che lo gestiscono; il pacco gara del decennale comprendeva  maglietta, accappatoio e birra artigianale, logistica per partenza arrivo e servizi direi buona, e per la doccia ho potuto usufruire della camera dell’albergo  Fontana che i gestori ci avevano gentilmente lasciato disponibile.

 

Piccolo inghippo per i cronometristi Sdam, che nei minuti corrispondenti al mio arrivo si sono persi qualcosa; io me ne sono reso conto casualmente vedendo che nelle classifiche esposte non figuravo arrivato, e sinceramente, dopo siffatta fatica, non mi garbava per nulla; andando a evidenziare la cosa al tavolino dei giudici mi sono reso conto che i corridori “fantasma” erano assai più di uno, vedendo quanti erano nelle mie stesse condizioni. Ad ogni buon conto l’inserimento è stato eseguito manualmente sulla fiducia dei tempi dichiarati dai vari concorrenti.

 

Una gara sicuramente da consigliare, anche se personalmente avendo ormai fatto tutti i percorsi, pur se fallendo su quello lungo causa infortunio al menisco che mi fece sforare il cancello, non credo di rifare, anche per le ragioni anagrafiche che mi spingono sempre più verso il fondo delle classifiche.

 

Largo ai giovani!

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