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Etelberto Ziveri è un 57enne campano, tesserato dall’anno 2008 con l’A.S.D. Bartolo Longo. Dal 2010 ha partecipato a 17 ultramaratone, per un totale di 1292 km percorsi, oltre a una settantina di maratone. Dall’anno dell’esordio nell’ultramaratona, Etelberto ha sempre partecipato alla classica 100 km del Passatore, realizzando il personale nell’edizione del 2012 con 9h49’22” = 5’53” al km. Si allena in genere tre volte a settimana con percorsi su terreno vario e in progressione. Dal punto di vista alimentare, Etelberto da anni ha adottato una dieta vegetariana con giovamento. Ciò gli permette di non doversi riempire di integratori.

 

SCHEDA ATLETA

NOME Etelberto COGNOME Ziveri DATA DI NASCITA 28.05.1960 CATEGORIA SM55

RESIDENZA Torre Annunziata (NA) ALTEZZA MT 1.79 PESO KG 71 FREQ. CARD. A RIP.45

SOCIETÀ A.S.D.Mov.Sport. Bartolo Longo  SPECIALITÀ maratone e ultra

TITOLO DI STUDIO diploma superiore PROFESSIONE imprenditore STATO CIVILE celibe

 

MIGLIORI PRESTAZIONI

DISTANZA  PRESTAZIONE GARA DATA LUOGO
10 km 40’15”   19.04.2013  Torre Annunziata (NA)
21,097 km 1h30’26”  Sorrento Half Marathon 24.03.2014  Sorrento
42,195 km 3h11’39”  Maratona di Reggio Emilia 09.12.2012  Reggio Emilia
50 km 4h09’19” 50 km di Romagna   25.04.2016  Castelbolognese (RA)
100 km 9’49’22” 100 km del Passatore 26.05.2012  Firenze
6 ore 64,415 km 6 ore delle Carrere 23.04.2017 Dugenta (BN)

 

Abbiamo fatto due chiacchiere con lui.

Quando hai cominciato a praticare l’atletica leggera? A novembre 2007.

Quali motivazioni ti hanno spinto a iniziare? Curiosità.

Preferisci allenarti da solo o in compagnia? Da solo

Quando corri su cosa ti concentri? Sull’immagine interna.

L'allenamento che preferisci? L’allenamento sulla distanza, perché mi gratifica l’idea di raggiungere mete lontane con le mie sole forze.

Quante volte ti alleni a settimana? 3 volte. Il martedì, 12 km in con salite a passo sostenuto; il giovedì, allenamento di 10 km veloce su percorso con dislivello +80 m; fine settimana, lunghissimo di 28-32 km collinare al ritmo di 10/20 secondi più lento del passo maratona.

Quanti chilometri percorri a settimana? 55 km.

Quante gare fai ogni anno? Almeno 12 tra maratone e ultra, una 100 km, 6-8 mezze maratone, alcuni trail e numerose 10 km.

Esegui esercizi di stretching, ginnastica, circuit training, yoga o altro e con quale frequenza? No.

Il tuo rapporto con l’allenatore. Non ho allenatori.

Quante e quali scarpe possiedi per allenamento e gare? A rotazione 5/6 paia di scarpe. Un paio ammortizzazione premium (attualmente New Balance 1080V6 + Brooks Transcend 4), un paio A3 ammortizzazione standard (attualmente Mizuno Wave 20), uno o due paia più leggere, ma sempre A3 (attualmente Saucony Breakthru 2 + New Balance Boracay V3) e un paio di scarpe da trail (attualmente Brooks Cascadia 7).

Cosa ti ha spinta/o a diventare “ultramaratoneta”? Il desiderio di mettermi alla prova.

Qual è la gara estrema che più ti affascina e perché? La 100 Km del Passatore, perché è un vero viaggio, un’avventura, perché si corre di notte sotto le stelle e tra le lucciole con l’unico desiderio di arrivare in tempo per trovare le docce in condizioni ancora decenti, perché a Firenze è una festa, perché ai ristori si può bere caffè caldo e ascoltare il romagnolo…

Il risultato ripaga sempre lo sforzo profuso in allenamento e gara? Sì.

Ti piace il trail running? Sì, perché da l’opportunità di assistere allo spettacolo della natura in posti dove non sarei mai andato.

Per fare una 100 km quante volte occorre allenarsi a settimana? Non ho mai cambiato la frequenza dei miei allenamenti per la 100 km, anche perché personalmente la corro come amatore e non per vincerla.

In genere il corridore corre e basta, e partecipa alle gare domenicali. Poi c’è chi fa dei lavori più specifici, tipo ripetute, fartlek, interval training. È importante anche inserire esercizi di tecnica di corsa, andature per l’atleta ultra? No.

Conta più la mente, il fisico o il cuore nella sportiva vita di un ultramaratoneta? Cuore.

In famiglia altri condividono la tua passione o in questo senso vivi isolata? Condividono.

La gara più bella: racconta. Ho l’imbarazzo della scelta. Ci sono gare belle per il percorso, come la Maratona Coast to Coast; per la solennità delle città, come le maratone a Venezia, Roma, Parigi, Londra e Berlino. E poi maratone che apparentemente non hanno particolarità, ma che ripeti ogni anno, come Reggio Emilia.

Nel mondo dell’atletica leggera stiamo assistendo all’”onda africana”: nel settore velocità c’è un dominio di atleti giamaicani; nel mezzofondo di atleti keniani ed etiopi. Perché gli africani ancora non sono riusciti a eccellere pure nel mondo ultra? Quando ciò potrà realizzarsi? Non sono al corrente della questione, ma da alcuni servizi giornalistici mi è sembrato di capire che il movimento africano sia ispirato dall’idea di riscatto sociale ed economico, obiettivo non perseguibile nel mondo povero dell’ultra-running.

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