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Imperia 5 miglia 2017

Ottima la combinazione corsa – mare – gastronomia, ovvero ciò che è stata questa manifestazione.

Esattamente in questa sequenza, perché dopo la fatica della gara un tuffo nel mare, che si trovava a 30 metri dall’arrivo, era inevitabile, anzi, doveroso. E dopo ancora la festa del patrono San Giovanni offriva quanto di meglio si può trovare della gastronomia di queste parti. A proposito del patrono: San Giovanni in realtà è quello di Oneglia, San Leonardo è quello di Imperia, dopo la riunificazione avvenuta nel 1923 tra Oneglia e Porto Maurizio.

Serata non caldissima per correre, perlomeno in termini di temperatura, ma ci ha pensato l’elevato gradi di umidità e rendere più faticosa la corsa. 5 miglia con sconto piuttosto generoso, lo dicevano in coro quelli dei GPS ma lo dico anch’io, che davvero non sarei stato capace di correre a quel ritmo, se i metri fossero effettivamente stati 8045. La spiegazione mi è arrivata direttamente da William Stua, patron della manifestazione: percorso accorciato per una limitazione data dalla capitaneria di porto, in corrispondenza del molo lungo di Oneglia.

Sono stati 179 i classificati (196 gli iscritti), contro i 172 della scorsa edizione, un incremento sia pur lieve ma che fa guardare con fiducia al futuro della manifestazione, giunta alla sesta edizione ma che si correva già negli anni ‘80.

Ha vinto l’eterno Valerio Brignone in 25’27, davanti al compagno di team, Cambiaso Risso, Gabriele Tonon (25’46) e al francese Laurent Bermon (25’57).

Al femminile prevale con l’ottimo tempo di 30’56 Giorgia Murdolo, (Podistica Torino); al secondo posto Michela Ferrero (Val Tanaro, 32’48) e a seguire Luisa Palagi ( 33’34, Marathon Club Imperia).

Un percorso veloce, giro unico con poche curve e sostanzialmente piatto, caratteristico per il passaggio sui due moli; partenza ed arrivo direttamente sul mare, nell’area della capitaneria di porto. Il regolamento parlava di corsa non competitiva, in realtà ci sono premiazioni e classifiche, anche di categoria, sia pure un po’ allargate. Ristoro finale all’arrivo minimal, ma nel costo di partecipazione c’era un buono per acqua e pasta. A giustificare ulteriormente il prezzo di iscrizione anche una maglia tecnica. A dirla tutta ci stava male di pagare 50 centesimi per la doccia, peraltro comodissima, proprio nel bagno sottostante l’arrivo.

Bravo lo speaker Andrea Ferrua, 83 anni e non sentirli, e a dire il vero nemmeno vederli.

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