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Sono arrivato un po' troppo in ritardo alla partenza di questa classica gara ascolana primaverile, ma un rapido colpo d'occhio, mentre inserivo il chip tra i lacci, ha evidenziato al mio sguardo lo stato di abbandono in cui versa il pattinodromo di Ascoli Piceno, sede di partenza ed arrivo, dopo che per anni lo era stato la stadio Cino e Lillo Del Duca, fino allo scorso anno piccolo gioiello di questa meravigliosa strana città, che troppo facilmente dimentica, come a volte troppo facilmente “porta all'altare”. 

 

Ancora una volta, un'autentica giornata  primaverile ha accompagnato i quasi 300 partecipanti alla 25^ edizione del "Memorial Mimì Angelini" - giro di Vallesenzana, regalando forti emozioni per questa particolare corsa su strada di 10,800 chilometri, che si snoda nella campagna ascolana a nord-est della città, fino a raggiungere l' abitato di Vallesenzana.

 

La manifestazione è sempre stata un evento tipico e peculiare della città picena. E' qualcosa di più di una semplice gara, nata per onorare la memoria di un ragazzo amante dello sport. 

 

Sull' ostico tracciato si è imposto  con facilità, sotto lo sguardo della sua gioiosa figlioletta, il giovane talento aquilano Biniyam Senibeta Adugna (Atl. Vomano) in 37'17", con oltre un minuto di vantaggio sull'offidano Mauro Marselletti, l'unico a resistergli fino all'ultima salita, ed il ritrovato beniamino locale Vincenzo Mancini (40'16").

 

Tra le donne, torna al successo l'impiegata di Quintodecimo, lo sfortunato paese dei presepi,  Ilaria Mancini, che con il tempo di 45' 53" si è messa alle spalle, dopo un'epica battaglia, l'infermiera Alessandra Luzi e la barista abruzzese Valentina Vannucci.

 

Finalmente la corsa in "rosa" è in forte crescita, sia qualitativa che quantitativa, in questa parte d' Italia e ci piace sottolineare che ai piedi del podio, tutte racchiuse in pochi secondi, sono finite bravissime atlete sempre sulla breccia negli ultimi anni come: Maria Rita Falgiani (reduce da un infortunio), Mariele Costantini (per una volta senza il suo impavido cavaliere), Debora Scaramucci (dal fascino senza tempo), Cecilia Capriotti (la giovane pantera), Anna Partemi (la regina della valle del Tronto), Stefania Micolucci (una delle pioniere d'Abruzzo).

 

Sono loro, insieme a tante altre impavide, che hanno contribuito con il loro coraggio e la loro determinazione a sfatare gli antichi tabù che questa strana terra picena non riusciva a scrollarsi di dosso.

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