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Seregno Presentazione 100km 2016 foto Roberto Mandelli

SERVIZIO FOTOGRAFICO

 

Ottava edizione de «La Cento Chilometri di Seregno – Trofeo Italsilva». Molti i «big» in gara con una consistente «pattuglia» di nazionali pronti a darsi battaglia sullo steso percorso del mondiale 2012

Cento chilometri di corsa e sofferenza. Al via domenica 10 aprile «La Cento Chilometri di Seregno – Trofeo Italsilva», l’ultramaratona della Brianza giunta all’ottava edizione. Una gara per «superatleti», capaci di sopportare la fatica e le difficoltà pur di tagliare il traguardo. Il tempo massimo per concludere la prova è fissato in 15 ore, ma i primi i primi ci metteranno tra le 6 ore e mezza e le sette. L’anno scorso il vincitore, il 38enne spagnolo Esparza Olano Ibon, ha impiegato 6 ore e 47 per completare il percorso, con venti minuti di vantaggio sul secondo classificato, il brianzolo Pietro Colnaghi.

 

Quest’anno gli iscritti alle tre gare sono 578 atleti (91 alla cento, 202 alla cinquanta e 285 alla mezza). Di questi 200 saranno quelli che proveranno a vincere il titolo italiano di Cinquanta chilometri, novità di questa edizione. Assenti i campioni italiani in carica, Paolo Battelli e Katia Figini, sarà bagarre per conquistare il titolo di campione italiano di cinquanta chilometri su strada. Favorito l’azzurro Andrea Zambelli, 45 anni di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia. In corsa per il titolo anche Stefano Valatta, 41 anni di Biella, sesto agli ultimi campionati italiani, lo scorso 22 novembre a Salsomaggiore.

Tra le donne favorita d’obbligo la brianzola Noemy Gizzi. Ingegnere, 41 anni, la Gizzi a Seregno una cinquanta chilometri l’ha già vinta, nel 2011. L’anno scorso, invece, ha tagliato il traguardo per prima nella sessanta chilometri con il tempo di 4 ore e 35 minuti. Le avversarie più pericolose per la Gizzi sono la nazionale Francesca Canepa, 45 anni di Aosta, e l’astigiana Lialiana Pagliero, 48 anni, sesta a Salsomaggiore.

Consistente la «pattuglia» di nazionali al via della cento chilometri: Alberico Di Cecco, che sulle strade della Brianza nel 2012 ottenne un terzo posto al Mondiale e nel 2014 vinse il titolo italiano, Hermann Achmuller, vincitore l’anno scorso della sessanta chilometri, Silvano Beatrici, terzo l’anno scorso, Marco Ferrari, quarto nel 2015, e Paolo Bravi. Tra le donne Cristina Pitonzo, vicecampionessa italiana nel 2014, Maria Ilaria Fossati, terza nel 2013. Al via della cento anche il brianzolo Pietro Colnaghi, quinto a Salsomaggiore, ha rinunciato alla cinquanta per provare a vincere l’«ultramaratona» di casa.

Le gare di Seregno serviranno come «test» per il Coordinatore tecnico Fidal di Ultramaratona Stefano Scevaroli e il Tecnico IUTA di specialità 100 km Maurizio Riccitelli per selezionare gli azzurri che faranno parte della spedizione mondiale 2016 il primo fine settimana di dicembre. In ballottaggio Spagna e Qatar. La decisione ad aprile.

La rappresentanza più consistente è quella italiana, ma per partecipare alla «supermaratona» di Seregno sono arrivati atleti anche da Spagna, Finlandese, Francia, Germania, Polonia, Ucraina e San Mariano. Gli atleti più giovani sono Fabio Ferrari, in gara nella cinquanta, e lo spagnolo Ibai Beracierto Espada, nella cento, entrambi 25enni. 76 anni, invece, gli atleti più «vecchi»: Antonio Cernuschi e Giancarlo Masoni, entrambi in corsa nella cinquanta.

La partenza è prevista alle 8 da via alla Porada, dove sarà allestito il villaggio dello sport, il «cuore» della gara. Attraversando cinque Comuni, Seregno,Cabiate,Giussano,Verano BrianzaeCarate Brianza, gli ultramaratoneti correranno sullo stessopercorsodel mondiale 2012: un anello di 20 chilometri da percorrere cinque volte per gli atleti della cento e due giri da venti e uno da dieci chilometri per quelli della cinquanta. Entrambi attraverseranno il Parco «2 Giugno» alla Porada. Disseminati sul percorso anche cinque punti ristoro (uno ogni cinque chilometri), mentre i volontari impegnati a controllare il percorso nella giornata di gara saranno, circa 600. L’arrivo dei primi atleti della cinquanta è previsto tra le 11.30 e le 12, mentre quelli della cento taglieranno il traguardo tra le 14.30 e le 15.

Alle 9 partenza della «Maxi Sport Half Marathon», una mezza maratona di 21 chilometri, poco più di un giro (tempo massimo 2 ore e mezzo).

Le premiazioni si svolgeranno in tre momenti: alle ore 11.15 la «Maxi Sport Half Marathon», alle ore 15 la 50 Km., alle 17.30 la 100 Km.

Alle 9.45, infine, partirà la «Straseregno», giunta alla sesta edizione, una gara non agonistica di 6 e 12 chilometri aperta a tutti attraverso i parchi della città, in collaborazione con i Marciacaratesi ASD. Attesi circa 2.500 iscritti, tra bambini e famiglie.

La «Cento Chilometri di Seregno – Trofeo Italsilva», organizzata dal Comune di Seregno in collaborazione con i Runners Desio e con Manuela Berti, responsabile dell’evento, ha il patrocinio della FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera), della IUTA (Associazione Italiana Ultramaratona & Trail), della Regione Lombardia e della Provincia di Monza e Brianza.

LA STORIA

«La Cento chilometri di Seregno» affonda le sue radici nella prima edizione della «100 Chilometri della Brianza», organizzata il 30 settembre 1978 da un pool di società sportive (Amici dello sport – Brioso, Amici dello sport – Desio, Gs.Altopiano Seveso, Gs. Veducc di Veduggio, Polisportiva Besanese – Besana Brianza e Salus Ciclistica – Seregno).

«Quando alle 16 del 30 settembre – scriveva Il Giorno del 17 settembre 1978 – sarà abbassata la bandierina di partenza, una lunghissima fila di marciatori si metterà in moto: il traguardo, per loro, sarà lontano 100 chilometri».

Il primo a raggiungere quel lontano traguardo fu il trentaduenne bolognese, già campione di megamarce, Loris Gennari: «un superbo capofila dal momento che dopo solo 7 ore e 40 minuti tagliava il traguardo finale seguito dal Franconi e dall’intramontabile Levelli» (La Notte – 5 ottobre 1978).

La storia della 100 chilometri, in veste podistica, è durata 12 anni, dal 1978 al 1989, quando, il 23 settembre, si svolse l’ultima edizione. Ma i precedenti di questa corsa sono ancora più lontani nel tempo. La prima edizione, come marcia, si svolse il 1° novembre 1955. Era organizzata dalla Gazzetta dello Sport e dall’Italsilva come sponsor.

Alla partenza si presentarono in 37, tutti atleti tesserati dalle federazioni e «invitati». Il Sindaco di allora, Giovanni Colombo, attraverso un manifesto pubblico invitata tutti i concittadini «al senso di cortesia affidando i doveri della più premurosa ospitalità». Appello raccolto: gli atleti italiani (venti) furono ospitati dalle famiglie seregensi, mentre i diciassette stranieri trovarono sistemazione all’Albergo Marino di Inverigo.

Alle 4 del mattino del 1 novembre gli atleti partirono da piazzale Santa Valeria e il primo a tagliare il traguardo posto all’interno dello Stadio «Ferruccio» fu un inglese, il londinese Don Thompson, 22 anni, di professione assicuratore. Pietro Rota di Ponte San Pietro fu il primo degli italiani.

Le cronache riportano che la «Cento» fu un successo di pubblico senza precedenti al punto che Thompson dichiarò: «ho vinto facilmente perché ho sentito risuonare nelle orecchie su tutto il percorso forza Thompson».

La seconda edizione, sempre di marcia, tornò ad «occupare» le strade di Seregno e della Brianza quattro anni dopo (il 1° novembre 1959). Quarantacinque i partecipanti in rappresentanza di nove Paesi. La partenza, alle 4 del mattino, avvenne dal Collegio «Ballerini». Il primo ad entrare da vincitore nello Stadio «Ferruccio» fu, ancora una volta, un inglese, Tom Misson. Secondo, a completare la doppietta britannica, il vincitore del 1955 Don Thompson.

Il duello inglese si accese al 73° chilometro come racconta Giuseppe Meroni, sul «Cittadino» dell’8 novembre 1959. «Misson che si era mantenuto costantemente a brevissima distanza da Thompson aveva accelerato il passo affiancandosi al grande rivale; gli altri erano ormai staccatissimi […] I due, affiancati, procedevano spediti ed alteri, sperando di schiantare l’altro […] Fu a Giussano che Tom, il farmacista, approfitto di una curva presa larga da Don; guadagno un paio di metri, poi divennero dieci, venti, metri […] e Misson comparve alla folla che attendeva allo Stadio Ferruccio […] accolto dai frenetici applausi, mentre Carletto Redaelli strombettava l’inno inglese […]».

Luigi Manzoni, primo degli italiani, giunse quarto superando nel finale lo svedese Ake Soederlund sulla spinta del tifo della folla assiepata sugli spalti.

 

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