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Mizuno Wave Enigma 5

 

Si dice sempre che ogni scarpa ha il suo piede e viceversa, ciò è assolutamente vero, questo spiega perché sullo stesso prodotto capita di trovare opinioni anche molto discordanti. Spesso il motivo dell’insoddisfazione del runner che cambia modello e tipologia è legato a scelte sbagliate, magari indotte dal risparmio per un acquisto via internet, oppure dall’ultimo modello appena uscito sul mercato. Pare ovvio che se peso 90 chili e corro a 6’30/km un modello della categoria “intermedie" difficilmente risulterà adeguato; ecco perché , in particolare se si è alle prime armi, un negozio specializzato è sempre la scelta migliore.

Il modello Wave Enigma, prodotto da Mizuno, sembra risolvere in parte la difficoltà della scelta, certamente non è per tutti, ma nell’ambito della sua specifica categoria (A3, massimo ammortizzamento) pare avere una percentuale di “tolleranza” maggiore della media, quindi in grado di accontentare una base più ampia di podisti. Questa è la nostra impressione, peraltro confermata da altri che hanno avuto modo di correrci dentro.

Mizuno descrive un intersuola U4iC realizzata con una mescola di nuova generazione, la tomaia in mesh flessibile e traspirante, basata sulla tecnologia Dynamotion Fit. Sempre difficile valutare i materiali, sigle che ai più dicono poco, quindi andiamo sulle cose più concrete e percepibili.

Il sistema Wave, a differenza dei modelli Mizuno meno recenti, è presente su tutta la lunghezza della scarpa, ciò dovrebbe risultare utile per favorire la dispersione delle forze, quindi ammortizzare meglio.

Il drop, quindi il dislivello tra tacco e punta, è molto tradizionale, pari a 12 mm, un po’ in controtendenza rispetto a diversi altri brand, che promuovono scarpe più “piatte” per ragioni legate alla naturalezza dell’appoggio e per avere maggiori performance. Spesso di tratta di scelte legate al marketing del prodotto, alla necessità di innovare,ma una cosa invece pare certa, i tendini saranno più felici perché meno costretti ad un allungamento eccessivo in fase di spinta, situazione che si esaspera in caso di corsa in salita. Ovvio che , al contrario, un podista veloce, dotato di una buona biomeccanica possa trarre beneficio perché la scarpa risulta più reattiva se il differenziale è più contenuto.

La calzata sembra quella tradizionale delle scarpe Mizuno, comoda, confortevole, anche troppo…è possibile che i podisti dotati di una pianta del piede affusolata e filante siano costretti a compensare con un’allacciatura più stretta.

Wave Enigma ci pare un prodotto veramente ben riuscito, destinato ad accompagnare gli utilizzatori per tanti chilometri, il modello oggetto del test è arrivato a circa 600 km senza manifestare alcun cedimento o anomalia. Una buona notizia per chi le possiede o le acquisterà , magari un po’ meno per chi le vende. Scarpa adatta a podisti di peso medio ( 70-80 kg), con appoggio neutro, sostanzialmente per qualunque distanza, fino alla maratona; idonea anche per il fondo, i lunghi e le uscite di defaticamento dei podisti più veloci.

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