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brooks-ravenna-5Continuiamo con regolarità a pubblicare i test sulle calzature del nostro nuovo collaborato Gianbattista Rota.
Il suo test questa settimana è dedicato alla Brooks Ravenna 5, una scarpa definita dallo stesso Rota come "la scarpa con l'acceleratore.."



Marca e Modello

Brooks Ravenna 5

Categoria :

A2 supportata / A4 veloce

Peso Verificato :

295 gr

Il parere in un Flash

"La scarpa con l’acceleratore"...

E’ la sensazione che si prova durante l’utilizzo di questa fantastica calzatura.

Si può correre in tutti modi ma la Ravenna è sempre sincera e pronta al cambio di marcia.

Ottima la ammortizzazione in zona metatarso per chi (biomeccanicamente dotato) corre in avampiede, allo stesso tempo affidabile la protezione in zona tallone (grazie al sistema MoGo) per chi corre un po’ più da tapascione.

Ma è il profilo anteriore la vera peculiarità della R5 (…e ben ricordo lo era anche della R4)

Basta spingere un pochino, spostare avanti il baricentro e grazie alla spettacolare fase di transizione la scarpa cambia carattere. La corsa diventa aggressiva e proiettata in avanti….si accelera per davvero!!

Primo contatto

Aprendo la scatola si capisce subito che siamo di fronte ad una categoria anomala di scarpa : a mio parere, una A2 un po’ strana…se mi permettete un paragone automobilistico : una gran turismo con cui farci anche una capatina in pista a Monza (…. per la mezza però)

La Ravenna non nasconde la “carne che ha sulle ossa”.

Mi aspetto quindi una buona ammonizzazione ed un valido aiuto dal supportino in zona arco plantare molto utile per l’iperpronatore medio/leggero.

La Ravenna5 presenta anche una interessante fasciatura laterale avvolgente che possiamo dire : sente la stringa. In pratica vi sono due fasce, una in zona arco plantare ed una in zona esattamente opposta, sul lato esterno del piede. Queste due ali sono vincolate alla allacciatura e da essa prendono tensione. Il supporto che si ottiene, molto fasciante alla mia prima impressione, si tramuta dopo pochi passi, in un piacevole effetto di tutt’uno tra piede e scarpa.

Lo spazio in zona anteriore è il giusto compromesso tra il contenimento necessario a non far navigare le dita nel nulla e lo spazio libero utile a non generare tensioni o fastidiosi sfregamenti.

La “ciccia” si sente tutta, sia in zona anteriore che in zona tallone la conformazione della suola trasferisce una sorta di grip naturale. Si ha la reale di sensazione che tutto il piede sia messo nelle condizioni ideali di lavorare al meglio…W la propriocettività!!…

Sensazioni all’utilizzo

Si percepisce subito il grande comfort. Questo elemento è avvalorato dal fatto che si sta calzando una scarpa adatta anche ai ritmi che richiedono una certa reattività.

Il peso, se visto solamente alla luce dei ritmi veloci, non è tra i più contenuti.

Attenzione però che abbiamo ai piedi una calzatura che, a mio parere, si trasforma da racer di razza (tutta grinta e spinta in avanti) a scarpa adatta anche ai ritmi medi caratterizzati da una rollata più ampia. In questa situazione il filo più di peso, dove serve, non guasta….Si tratta, per me, di un prodotto assolutamente Multiuso.

L’atterraggio di tallone è sempre ben protetto e non si ha mai la sensazione di atterrare sul duro.

Il differenziale di 10mm è, a mio parere, perfetto per una scarpa in grado di concentrare in se anime così diverse.

L’atterraggio di avampiede è ciò che con la R5 riesce meglio. Il suo profilo è appositamente studiato e gli effetti si sentono. La fase di transizione è di una facilità incredibile. Si ha addirittura, a mia percezione, la velata percezione di cadere in avanti. Bastano pochi km e ci si trova a giocare con questa sensazione. Spostando leggermente in avanti o indietro il peso del busto si riesce ad ottenere, a mio parere, un cambio dell’assetto di corsa che consente di sfruttare le due anime dalla R5   : trottatrice da medio o racer pronta a supportarci e proteggerci nella rincorsa del BP.

Ma c’è anche un vantaggio pratico. Con la R5 la famosa (e giusta) regola del cambio scarpe dopo il riscaldamento (passando da scarpe più protettive a scarpe più leggere e reattive) vele un po’ meno. La Ravenna grazie al suo essere multiuso consente, a mio parere, di sfruttarla per il riscaldamento a ritmo lento per poi mollare le briglie e proiettarsi, tutto di un fiato, in un bel lavoro di qualità assecondati sempre dalle nostra   “all in one” Ravenna5.

Mai come in questo caso siamo ansiosi di provare l’ ulteriore proiezione in avanti: la Ravenna 6… Buone corse!


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