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Un grave lutto ha colpito la “famiglia” della Nuova Atletica Isernia e dell’atletica molisana: nella giornata di ieri è scomparso Ottavio Polidoro, punto di riferimento e memoria storica del podismo ad Isernia.

Ottavio era stato il primo maratoneta della provincia di Isernia a partecipare ad una maratona nel lontano 1984: la maratona di Roma, quando si disputava ancora il 31 dicembre. Grande amico e maestro dell'altro atleta isernino, scomparso prematuramente, Maurizio Di Placido, con il quale aveva condiviso grandi momenti di allenamenti e gare facendo diventare Maurizio uno dei più forti atleti molisani.

Alla famiglia Polidoro vanno le più sentite condoglianze del direttivo della NAI e di tutti gli atleti.

Le esequie si terranno oggi pomeriggio alle ore 16.00 presso la chiesa di Santa Chiara.

 

Ho perso un fratello – scrive un commosso Agostino Caputo – è stato il mio primo punto di riferimento quando sono entrato nel mondo dell’atletica. Quante ore ho passato con lui per farmi raccontare quello che facevano quando a correre erano pochi solitari ‘fissati’. Mi raccontava di come ha visto crescere Di Placido e con loro ho mosso i primi passi nelle corse, con loro ho diviso i primi momenti esaltanti. Per uno come me, che non è mai stato forte, andare alle gare con loro mi stimolava e mi faceva sperare che anch'io con il passare del tempo potevo prendermi qualche piccola soddisfazione. Lui è stato per tutti un riferimento, non lesinava mai di dare consigli, con la sua grande saggezza, infatti, quando si usciva per gli allenamenti, ti suggeriva sempre qualcosa di utile per farti correre meglio, conosceva tutti i percorsi e riusciva sempre a darti i giusti consigli.

Era un uomo solitario e questo suo modo di essere mi ha sempre colpito ed ho avuto per lui sempre una grande stima per la sua grande coerenza”.

“In questo momento di grande dolore – continua Caputo – il ricordo più vivo è legato alla Maratona di Roma del 2009, tornava, con la casacca della NAI, alla sua prima maratona, l’abbiamo corsa insieme e la cosa più bella per lui è stato vedere che ora gli atleti di Isernia che praticavano la corsa e le maratone in particolare erano diventati tantissimi”.

 
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