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Avon Diego 2013 foto Stefano MorselliL'avvento di Giomi e della sua squadra al vertice della Fidal, era accompagnato da molti buoni propositi ed in molti hanno sperato, e sperano ancora, che questo potesse portare innovazioni importanti.
Podisti.Net nel 2011 s'è fatto promotore, unitamente ad alcuni amici appassionati di atletica, di un originale gruppo di lavoro denominato "La Bozza" che ha realizzato, a nostro avviso, un importante pacchetto di proposte di ammodernamento dei regolamenti inerenti alla corsa su strada, ai tesseramenti, alle convenzioni con gli EPS ed altro, che poi è stato presentato in Fidal.
Tra i componenti del gruppo "La Bozza" c'era anche Diego Avon, il suo successivo inserimento nella "Commissione nazionale Corse su strada" della Fidal, unitamente all'inserimento di altri bozziani in altre Commissioni, ha rappresentato per noi il segnale che quel lavoro fosse stato preso in considerazione.
E' per questo motivo che l'aver appreso delle dimissioni di Avon dalla "Commissione nazionale Corse su strada", ci preoccupa.
Per capire le ragioni delle dimissioni raggiunto telefonicamente Diego Avon, di seguito trovate una breve intervista.

Gentilissimo Signor Avon, lei, oltre ad essere un valente podista, è stato eletto nella “Commissione nazionale Fidal Corsa su Strada” nel nuovo corso iniziato con l’avvento di Giomi alla presidenza. Fonti bene informate ci segnalano che lei a fine dicembre abbia presentato formali dimissioni dalla Commissione, è vero?


Cari amici di Podisti.Net, più che eletto è meglio dire nominato, le Commissioni sono organismi operativi composti da persone non direttamente (o indirettamente) elette.
Il presidente Giomi avrà ritenuto utile la mia nomina in Commissione Nazionale Fidal Corsa su Strada sulla base del mio operato pre-elettorale e delle mie qualifiche e professionalità.
Purtroppo una decina di giorni fa ho presentato formali dimissioni dalla Commissione, quindi confermo. 
 
Quali sono i motivi che l’hanno spinta a tale decisione, dopo pochi mesi dall’incarico? 
 
I motivi sono essenzialmente due:
- la presenza nella commissione di persone, a mio modesto parere, non propriamente adeguate a rivestire il ruolo che dovrebbe competere. Tali persone parevano e paiono non sufficientemente addentro alle questioni relative alla Corsa su Strada per mancanza di esperienza diretta nella pratica a 360° del pianeta podistico.
- l'immobilismo della commissione nell'affrontare le problematiche attuali e nel redigere nuove norme che colmino lacune importanti nel regolamento.

Noi podisti, puntavamo molto sulla presenza di volti nuovi nelle varie commissioni, volti che oltre a lei, ci sono ancora, le sue dimissioni rappresentano un segnale molto negativo, crede che sia veramente impossibile incidere?
 
La presenza di volti nuovi era la mia speranza pre-elettorale, quando mi candidai, insieme all'amico Emanuele Ghiraldini, alla carica di consigliere federale in componente atleti. Nonostante il sostegno di moltissimi atleti di ogni età sparsi per il territorio nazionale, abbiamo mancato l'accesso al consiglio federale per pochissimi voti.
Le dimissioni sono il frutto della visione da vicino dei meccanismi politici che ordinano e coordinano tutte le attività federali. L'impossibilità di incidere anche in maniera marginale è negata a priori in quanto il sistema procede per schemi precisi, stabiliti esclusivamente da priorità politiche e territoriali. 

A capo della Commissione ci risulta essere Valente, il Presidente del Comitato Regionale Fidal Veneto, ci arrivano segnali che la sua presenza sia un freno all’innovazione quindi tendente alla conservazione, cosa ne pensa?

Mi trovo d'accordo con questi segnali, coloro che rivestono posizioni di rilievo abbisognano di "yes men", i quali se giovani si prestano perfettamente al desiderato interesse di far cogliere alla massa l'indicatore di rinnovamento. Rinnovamento che in realtà è solo di facciata; a menare le danze ci sono sempre gli stessi maestri.
La corsa su strada risente molto più della canonica attività su pista di tutti quei micro cambiamenti sociali che caratterizzano il podista, la manifestazione, il contesto, etc, e giocoforza la sua gestione necessita di persone che vivano quotidianamente l'evoluzione dell'attività, da vicino, come atleti soprattutto, e poi come dirigenti ed organizzatori.
Senza un radicale cambiamento dei vertici conservatori è impossibile pensare ad una evoluzione positiva per la Fidal. 

Le commissioni servono a qualcosa?

Non ho sufficiente esperienza per dare un responso; nella Commissione Corsa su Strada tuttavia la mancanza di metodo e di organizzazione hanno contribuito all'incapacità di prendere decisioni.  

Come giudica nel complesso questo primo periodo dell’era Giomi?

Credo sia molto presto per poter dare giudizi. Sul versante prettamente tecnico prestativo, a mio avviso, l'apparato dirigenziale conta poco... sono gli atleti, i numeri, e le tendenze sociali a determinare per larga parte i risultati. Per quanto riguarda l'aspetto organizzativo è apprezzabile l'avvaloramento dell'atletica di elite, mentre constato una scarsa attenzione verso la massa e verso le esigenze di decine di migliaia di tesserati, in larghissima parte podisti master, che rappresentano a mio avviso la parte più buona e genuina dell'atletica leggera.  

Cosa pensa delle novità legate ai tesseramenti, intendo gli aumenti notevoli dei costi, il rimborso di tali aumenti vincolati ad una carta prepagata emessa dall’istituto bancario nel contesto di una sponsorizzazione alla federazione.Tra l’altro giungono voci di un possibile parziale ripensamento dopo che sono piovute molte critiche. Si è parlato anche di tesseramenti individuali e non più giornalieri ma anche qui si vocifera di un possibile rinvio a causa dell’impossibilità di applicare tali novità alle manifestazioni di Gennaio e Febbraio.
La sensazione, per non dire qualcosa di più, è che ci sia attenzione verso temi utili a far cassa (certo i conti vanno fatti quadrare) ed un immobilismo verso l’adeguamento dei regolamenti, in particolare per quanto ci riguarda, della corsa su strada.
Nel frattempo la nuova convenzione con gli EPS non è pronta al decollo e la volontà di imporla senza se e senza ma, pare frantumarsi contro una realtà complessa, la riprova sta nella proroga delle convenzioni in essere sino al 31/01/2014 per dare tempo agli EPS di studiare delle controproposte (così ci dice ad esempio un comunicato pubblicato sul sito della UISP nazionale). In sintesi, i proclami bellicosi della campagna elettorale, stanno cozzando contro una realtà fatta di resistenze interne ed esterne che al momento risultano decisive, conferma? 

Confermo la sua visione dei fatti. Alcune decisioni completamente impopolari e poco corredate da precise spiegazioni hanno ridotto il consenso alla dirigenza da parte di società ed atleti.
Tornando al nostro mondo, in 12 mesi NON sono ancora stati affrontati e risolti definitivamente i nodi relativi all'importantissima convenzione con gli EPS, al tesserino giornaliero, alla categoria TM, al controllo e al sistema di sanzioni per gare non regolamentari, alla gestione dei montepremi, alla calendarizzazione degli eventi, alla misurazione dei percorsi.
Largo ai giovani, ma senza di me.
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