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Pertile Ruggero 450x338 foto Roberto MandelliSottotitolo: cronaca di un intervista anomala.
Sono sull’autostrada A4, direzione Venezia, mi viene voglia di sentire Ruggero Pertile, era annunciato tra i partenti ma ha dovuto dare forfait per un infortunio, pare una tendinite, ma perché non chiederlo direttamente a lui.
Sono le 12, gli telefono, mi risponde subito.
Ciao Ruggero, come stai
Sto…..dispiaciuto, molto dispiaciuto. Ma devo farmene una ragione.
E’ una tendinite, è una forma grave
So solo che mi fa male, non riesco proprio a correre e adesso cambiano i programmi, a cominciare dalla gara di Venezia, una disdetta. Ma tu dove sei.
Sulla via per Venezia, all’altezza di Vicenza
Quindi in un’ora puoi essere qui, se vuoi continuiamo la chiaccherata a casa mia, davanti ad una pastasciutta.
Volentieri, arrivo.
Arrivo io ed arrivo Chiara, sua moglie, sempre gioviale e sorridente. Qualche dissertazione sui funghi e il baccalà e la chiaccherata continua come convenuto, davanti ad una pastasciutta ma anche un tot di altre cibarie. Niente a che vedere con un’intervista, anzi.
Insomma, ci sei rimasto male
Si, tanto, ci tenevo veramente a questa gara, per gli organizzatori, per la mia società (Assindustria Sport Padova), per i supermercati Alì che mi sostengono da sempre e per me sono come una famiglia. Infine per me stesso, questa maratona è veramente bella.
Ti sentivi pronto per fare una bella gara
Certamente, non ho dubbi, ho fatto un bel lavoro a Livigno, svolto molto bene il programma, anche il lungo della Stralugano era andato bene e mi aveva dato buone sensazioni. In verità qualche segnale il tendine…me lo aveva mandato, ma non pareva niente di grave.
Qual è esattamente la diagnosi e cosa stai facendo per risolvere il problema
Tendinite inserzionale calcaneare. Essenzialmente laser, ma è una cosa che si risolve in parte anche col riposo. Per perdere il meno possibile nuoto e vado in bicicletta, ieri ho fatto 80 chilometri a 37 km/ora di media. Ma tu vai a Venezia per lavoro e basta o anche per correre
Ruggero, io le devo correre le gare per viverle e raccontarle, non sono preparato ma non ho mai corso a Venezia e non mi voglio perdere l’occasione. A proposito, come si corre a Venezia, tu che la conosci, dammi qualche dritta
Si corre…con le gambe e con la testa, vedi di partire piano e ….finire lentamente, una tattica sicura per arrivare in fondo e, soprattutto, quando arrivi al ponte della Libertà, sei al km 30, magari sei un po’ cotto, stai in mezzo, a destra e a sinistra c’è il mare!
A proposito di battute, mi è stata suggerita una domanda, non hanno voluto darmi spiegazioni, invece mi hanno detto che tu avresti sicuramente capito. Ti ricordi ancora come si fa ad affettare i salumi. Segue una risata, poi mi chiede chi ha suggerito la domanda, devo rispondere che i giornalisti ( anche quelli pseudo tali) non rivelano mai le fonti
Beh, rispondi che mi sono attrezzato, ho appena comprato un affettatrice per mantenere la mano allenata.

Tornando sul percorso Chiara suggerisce uno stop, o almeno un rallentamento, in corrispondenza del ponte delle barche sul Canal Grande, garantisce una vista unica. Lo farò certamente , anche perché saremo al km 41, facilmente la benzina sarà finita, però aggiunge farai un po’ di fatica a stare in piedi, domenica capirai il perché.

Ruggero, tu ci sarai comunque a Venezia
Certamente, sia alla presentazione dei top runner il sabato che all’arrivo a Venezia.
Quindi ci rivediamo domani.
Si, ma magari anche all’arrivo.
Ehmmm, però devi avere un po’ di pazienza, mettiti comodo, molto comodo.
Qui finisce questa cosa che non ci azzecca proprio niente con una intervista, ma vi assicuro che mi è piaciuta molto.
Grazie Chiara, grazie Ruggero, ottima la pastasciutta, ottima la compagnia
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