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La sesta edizione della 6 Ore e Maratona di Curinga andrà in scena sabato 03 Agosto. Partenza alle ore 18.00 e un corollario di manifestazioni (corsa dei bambini, “La Tavolata” in piazza a mezzanotte, pranzo a base di pesce la domenica a mezzogiorno) ad arricchire la kermesse calabrese. L’idea venne nel 2008 a Giovanbattista Malacari, direttore amministrativo didattico di professione, ultramaratoneta nativo a Curinga, per passione. Parlando con lui si evince immediatamente l’enfasi che circonda la sua “creatura”. Dalle parole dello stesso Malacari, Gianni per tutti, impariamo qualcosa in più sulla gara.

1)    Com’è nata l’idea di una ultramaratona a Curinga e perché una 6 ore?
“Era da qualche anno che mi frullava nella testa l’idea di organizzare   qualcosa, maratona o ultra, che potesse far conoscere agli amici podisti il mio loco natio.
Correndo di paese in paese per le diverse gare mi domandavo: perché non organizzare una gara anche a Curinga?
L’idea era una 12h, dalle ore 20 alle ore 8, una specie di “notte bianca” dell’ultramaratona. Ma essendo la prima esperienza del genere non solo per Curinga ma per l’intera Calabria, ho pensato che, una 6h avrebbe incontrato minori difficoltà dal punto di vista organizzativo. E poi una 6h è certamente più alla “portata” di tanti maratoneti.   

2) Com’è stata la reazione iniziale del paese e delle istituzioni?
Sinceramente il primo anno è stata una sfida, una scommessa con tanto timore di fare di un flop.
L’amministrazione comunale mi è stata molto vicina, in modo particolare l’Assessore Maria Sorrenti che mi ha sopportato e supportato in modo egregio. Purtroppo dal secondo anno, cambiata l’Amministrazione Comunale, ho avuto molti problemi non avendo un Assessore o un qualcuno di riferimento. E la gara era quasi mal digerita.
La popolazione invece, ha reagito in modo splendido. L’hanno vissuta come una festa di paese, un evento che h coinvolta l’intera cittadinanza. Lungo tutto il percorso e per tutte le sei ore la gente ha applaudito e incitato tutti i maratoneti, assistendo numerosa, nonostante l’ora tarda, alle premiazioni. E dopo, durante la cena in piazza, è stato un susseguirsi continuo di pietanze e dolci per la gioia dei maratoneti.
Mi sono rimaste impresse le parole ricevute il giorno dopo da una concittadina di una certa età: ma il prossimo anno la rifacciamo la maratona? 

3)La tua esperienza di ultramaratoneta quanto ha influito sulle scelte?
Ha influito parecchio, sia nell’organizzazione sia in alcune scelte.
Conoscendo bene i maratoneti, ho cercato di fare in modo che a Curinga si sentissero come a casa propria. Cominciando dalla palestra. Fin dal primo anno chi ha scelto di pernottare in palestra ha trovato una sistemazione dignitosa: materassi, lenzuola, la possibilità di farsi una doccia. E poi le premiazioni. A parte le donne che vengono premiate tutte ( le prime cinque con gli identici premi dei primi cinque uomini), vengono premiati i primi 20 uomini assoluti e i primi cinque di categoria. Siccome i premi non sono cumulabili, da un rapido calcolo vengono premiati circa l’80% dei partecipanti.
E mettiamo molta cura nella preparazione dei pacchi gara.

4) L’ultramaratona può essere un collante di aggregazione anche per un paese così piccolo come Curinga?
Certamente si. I calabresi in genere, dopo attimi di diffidenza, sono molto ospitali. I curinghesi lo sono in modo speciale.
Un solo esempio. Il piemontese Antonello Martucci è stato quasi adottato da una famiglia di Curinga. E Antonello è tornato spesso a Curinga

5) Cosa lasciano gli ultramaratoneti ogni anno agli abitanti di Curinga?
Bella domanda. Lasciano tante cose. Lasciano la “pazzia” di tante persone che da ogni parte d’Italia vengono a correre in un piccolo paese della Calabria. Lasciano l’amore che dimostrano per il nostro paese. Lasciano tanta educazione. E soprattutto lasciano la voglia di correre: tanta gente ha cominciato a correre e dopo il debutto negli anni scorsi di due maschietti, lo scorso anno c’è stato il debutto di una signora di 46 anni che corso la sei ore percorrendo 43,373 km!

6) Cosa ti piacerebbe migliorare per il futuro?
Mi piacerebbe continuare il trend di crescita sia dei podisti in genere sia dei podisti calabresi e curinghesi. Attualmente siamo sulla buona strada passando dai 45 iscritti del primo anno ai 150 iscritti dell’ultimo. E nell’ultima edizione hanno partecipato tanti calabresi. Sarebbe importante migliorare anche tutto l’apparato organizzativo, mettendolo completamente nelle mani della neonata Podistica Curinga

7) Quali sono i punti di forza di una manifestazione come la 6 Ore per le vie di Curinga?
Indubbiamente la partecipazione fattiva della popolazione di Curinga. E poi, a differenza di altre manifestazioni che si svolgono nel periodo estivo, la sei ore per le vie di Curinga è riuscita a “unire” diverse associazioni del territorio. Il nostro territorio offre le più svariate possibilità turistiche e d enogastronomiche a chi decide di trascorrere un bel fine settimana di corsa.

8) E’ più difficile correre per 6 ore, o organizzare una 6 Ore?
Penso sia molto più difficile organizzare che correre una sei ore. Nel mio caso, poi, partendo praticamente da zero, si “suda” parecchio. Ma ne vale certamente la pena, leggendo sulle labbra dei partecipanti, sorrisi a non finire.

9 ) Se potessi chiedere un aiuto qualsiasi a chiunque, cosa domanderesti per la tua gara?
Chiedere una mano per avere maggiore visibilità, specialmente in Calabria dove siamo molto carenti.

10) L’ultramaratona Italiana cresce, sia come partecipanti che come numero di gare: in questa crescita, che ruolo pensi che possa occupare il Sud e Curinga in particolare?
La mia speranza è che si sia aperta una strada. La Calabria è terra di   maratoneti e di podisti sparsi in Italia ma prima di Curinga non si correva una maratona né tantomeno un’ultramaratona. 

Per iscriversi e conoscere i dettagli del programma, consultare il sito www.curingamarathon.it

 

 

 
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