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Ferrandina Straferrandina 2013 Annoscia- SERVIZIO FOTOGRAFICO - Gara di serie A l’avevo definita dodici mesi fa: a distanza di un anno non posso che confermare quella definizione, aggiungendo che ribadita la solita qualità organizzativa è cresciuta l’accoglienza della cittadinanza, che ci ha accolto benissimo, dando vita ad una autentica festa.

Terza presenza alla Straferrandina (ho saltato solo la prima per la Comunione di mio figlio) e con gioia torno in questo splendido paese del materano a salutare gli amici della locale Podistica, che ho avuto il piacere di conoscere e poi di diventare amico grazie alla loro continua partecipazione alle gare in Puglia.

Vincenzo Zaltini, Nicola Pennuzzi, Antonio Imperatore, Giandomenico Tudisco i primi quattro nomi che mi vengono in mente a rappresentare tutti i componenti di questo splendido gruppo. E questo splendido gruppo ha dato vita alla StraFerrandina, una manifestazione che cresce di anno in anno, una manifestazione dove si organizza per il solo piacere di ospitare gli atleti, per dar vita ad una gara d’élite.

Ecco la definizione di quest’anno, “gara di élite”, per una manifestazione dove è quasi impossibile trovare punti negativi e che sta sempre più prendendo piede anche in Puglia, con una transumanza sempre crescente.

Arrivato con oltre due ore di anticipo rispetto all’orario di partenza, Ferrandina è già bloccata: già i viali sono transennati, la Polizia locale è vigile per evitare l’inserimento di intrusi, precise indicazioni rimandano all’ampia zona parcheggio predisposta. L’unico problema è che, dopo aver parcheggiato, bisogna camminare per circa un chilometro in salita per raggiungere piazza Plebiscito, quartier generale della manifestazione. Per fortuna il clima è ideale per correre, non fa freddo e nemmeno caldo.

Piazza Plebiscito è già tutta un fermento: montato l’ampio palco, montato l’arco di partenza/arrivo, già predisposto il tappeto chip, i podisti pullulano dappertutto. Salutare gli amici organizzatori, alacremente al lavoro, è un’impresa: una stretta di mano al volo e un “grazie” che ti ricompensa del viaggio e del dover affrontare la seconda gara in un giorno quando hai un dolore al costato che porterebbe la maggior parte degli esseri umani a restare stesi sul proprio letto. E’ vero che i miei ritmi sono da scampagnata, ma comunque i chilometri li corro lo stesso e spesso è più dura andar piano.

Ma torniamo alla descrizione: la solita scalinata che porta in… cielo, conduce al Palazzo Comunale dove avviene la distribuzione dei pettorali e dove si può usufruire di spogliatoi e di bagni.

Il tempo di salutare i tanti amici qui giunti, il tempo di collaborare alla consegna dei pettorali ai miei compagni di squadra ed è già tempo di cambiarsi. Una piccola indecisione, ma no, devo onorare la StraFerrandina. Piacevole cambiarsi in compagnia, scambiando pareri, impressioni, siamo qui tutti uniti, ritmi lenti e veloci.

La divisa è indossata, il pettorale con chip annesso è fissato, posso scendere. Non riesco a riscaldarmi, saluto il buon Vito Porcelli, saluto Michele Cuoco, lo speaker della manifestazione, saluto Alessandro Belotti, rappresentante locale dello sponsor tecnico. Ginosa, Bitonto, Acquaviva, San Pancrazio, la “meglio gioventù” del podismo pugliese è qui e qui è anche il movimento lucano che cresce sempre più.

Avvicinandosi l’orario di partenza siamo invitati a schierarci dietro il tappetino chip, più dietro c’è la fitta schiera dei non competitivi, caratterizzati tutti dalla maglia color arancio. Presentazione all’americana dei più forti (o quasi), qualche attimo di attesa e via, lo sparo libera tutti.

Si parte in discesa, qualche centinaio di metri e mi fermo, non respiro più. Quando alzo la testa vedo arrivare Vito Porcelli con la moglie Teresa, qualche metro e qualche parola con loro, riprendo a respirare e li abbandono.

La gara di Ferrandina si compone di tre giri identici di circa 3500 metri, per un totale effettivo di 10494. Si parte come detto in decisa discesa, poi un leggero tratto in salita, segue un tratto in piano attraversando il centro del paese e poi si riprende a salire, fino alla breve ma intensa salitella finale che riporta in Piazza Plebiscito, da dove siamo partiti. Percorso blindato al traffico, con tre ristori (uno a giro). Ogni passaggio è rilevato dal chip, dalla voce dello speaker, dalla videocamera della diretta streaming e dalle foto di mia moglie. Correndo, la gente vive sempre più intensamente la corsa, c’è chi incoraggia, chi deride, chi ti ammira, chi improvvisa uno scatto, insomma ti senti considerato e quasi una star. A svegliarti ci pensano i primi che, incuranti delle tue difficoltà, ti doppiano alla grande, rispondendo prontamente però al mio incitamento.

Nella gara maschile, dopo un lungo testa a testa, s’impone il lucano Daniele Caruso (Club Atletico Potenza) che vince in 33:11 lasciando dietro di appena 6 secondi Giovanni Auciello (Atl. Casone Noceto), pugliese di Palo del Colle, reduce dalla vittoria mattutina alla Race for the cure di Bari. Bronzo sempre a Palo del Colle, è infatti Francesco Minerva (Bio Ambra New Age), a classificarsi terzo in 33:45. Mohamed Driouche (Atl. Acquaviva) è quarto in 34:25 davanti a Rodolfo Guastamacchia (anch’egli di Palo del Colle e tesserato per laBio Ambra New Age), quinto in 34:40. Roberto “Tigro” Ninivaggi (Entreprise Sport e Service) è ottimo sesto in 35:21, a precedere Matteo Viggiano (Avis Lagonegro), settimo in 35:27, e Donato Masciale (Bitonto Runners), primo master e il più grande d’età tra i primi, splendidamente ottavo in 35:55. Marco Bruno (Correre Pollino) chiude in nona posizione in 35:59 a precedere l’ennesimo atleta di Palo, Vincenzo Trentadue (Asopico Bari), decimo in 36:02.

La nazionale marocchina Soumiya Labani (Alteratletica Locorotondo) vince la gara femminile in 37:06, nuovo record del tracciato, rendendosi protagonista di un’ottima gara in solitaria. Staccata di 3 minuti è seconda Palma Di Leo (GS Lammari) che precede la sempreverde Rosa Luchena (Due Sassi Matera), terza in 40:23. Loredana Di Grazia (Alteratletica Locorotondo) è quarta in 41:37 a precedere la bravissima Viola Giustino (Naf Acquaviva), quinta in 41:46, e l’instancabile Marisa Russo (Marathon Massafra), sesta in 42:47. Maria Rosaria Moretti (GS Matera) è settima in 43:05, seguita da Rosalinda Pischetola (Top Runners Laterza), ottava in 43:38, dalla “modella” Nunzia Danzi (Pod. Amatori Potenza), nona in 44:43, e da Maria Crescenza Mancino (GS Matera), decima in 46:14, che chiude la top ten femminile.

316 gli arrivati alla competitiva, lista chiusa da Fabrizio Fasoli (Atl. Eni) in 1:07:25, e da Angela Maria Alaggio (Amatori Lauria), nelle rispettive graduatorie. 250 i partecipanti della non competitiva, sperando di trovarne tanti iscritti alla competitiva per la prossima edizione.

All’arrivo luculliano ristoro per tutti: frutta, focaccia, dolci, yogurt, acqua, con la possibilità – adottata da tanti - di ripetere più volte il giro (qualcuno avrà scorta di yogurt per un mesetto….). Deprecabile davvero, da parte di alcuni podisti incivili, l’aver lasciato i propri avanzi sulla scalinata e per le strade del paese: pur non avendolo fatto, chiedo scusa a Ferrandina a nome di tutti i corridori.

Restituzione del chip e pronta consegna del pacco gara: un pacco gara che vale un cesto di premiazione di altre gare, a cominciare dallo splendido asciugamani celebrativo (8 € era costata l’iscrizione).

Risalire la scalinata è diventato ancor più dura per la fatica: occorre però raggiungere lo spogliatoio per cambiarsi, per me in preziosa compagnia dell’amico Carlo Vitulli.

Giù è oramai ancor più festa: tutta Ferrandina ha raggiunto Piazza Plebiscito e pian piano si comincia con la cerimonia di premiazione. Discorso di alcuni componenti del Consiglio Comunale, vice sindaco in testa, che hanno offerto la loro preziosa collaborazione e giusto premio per loro come per Carabinieri, Protezione Civile, Avis, Polizia locale, tutti attori protagonisti di questa pregevolissima manifestazione.

Premi per qualche atleta “diversamente abile”, ma senz’altro più bravo di noi e via alla cerimonia ufficiale, a cominciare dai primi quindici uomini, tutti premiati con “vil danaro” (250€ per il primo, per scendere a 50 dl 15°) e trofeo, targhe e prodotti tipici. Stessa sorte per le prime sette donne (200€ alla prima a scalare fino ai 50 della settima) e trofeo, targhe e prodotti tipici. La Labani, che ha realizzato il record del percorso (precedente 38:36 di Teresa Montrone nel 2011), guadagna altri 100 euro di bonus. Premiati i primi cinque fuori regione (qualche atleta pugliese mi faceva notare che dovrebbero essere di più i premiati “ospiti”, dato il crescente numero di convenuti), si passa alle prime due società extraregionali (Atletica Acquaviva e Gymnasium San Pancrazio, nell’ordine), e quindi alle varie categorie per fascia d’età, riservate esclusivamente agli atleti lucani, poiché la StraFerrandina è una tappa del circuito “Basilicata in Corsa”. Prima società regionale i Lucani Free Runners di Policoro.

Il saluto finale conclude la manifestazione, tutto sommato ben condotta dallo speaker Cuoco.

Il saluto personale agli amici di Ferrandina e via per il rientro con gli occhi pieni di sano podismo e di amore per la corsa e la voglia di tornarci presto.

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