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Venditti Pasquale 250x188L’allenamento è un processo di adattamento a stimoli esterni, organizzati su principi logici, per meglio esaltare il rendimento dell’atleta, questi stimoli equivalgono ai carichi di allenamento e sono definiti anche mezzi dell’allenamento. Per rendere efficace l’allenamento serve un’accurata scelta e distribuzione degli stimoli tenendo sempre conto dei processi di adattamento dell’organismo di ogni singolo atleta. Dopo che gli stimoli gli hanno creato delle difficoltà l’adattamento è una risposta di autoregolazione dell’organismo, che subisce delle modifiche funzionali e morfologiche reagendo ai diversi mezzi di allenamento, ottimizzando i processi. Il principio fondamentale che regola i processi di adattamento è la SUPERCOMPENSAZIONE, processo dove lo stimolo provoca una condizione di fatica e di disagio, cui segue una reazione ricostruttiva che supera il livello precedente alla stimolazione. Questo è il processo che permette all’atleta di adattarsi e preparasi ad impegni agonistici sempre più impegnativi ed a rendimenti prestativi sempre più elevati. Per esaltare la supercompensazione, che dopo un carico fisico ricostruisce le riserve funzionali esaurite, è molto importante una razionale distribuzione stimolo-adattamento, inoltre bisogna considerare che essa varia in base all’età dell’atleta, alle fasi della preparazione, alle diversità dell’evoluzione sportiva ed è diversa per ogni funzione perché diversi sono i tempi di supercompensazione. Tutto questo è di primaria importanza per la “Periodizzazione dell’Allenamento” perché la scelta dei carichi di allenamento deve basarsi sui tempi che occorrono per ricostruire parzialmente o totalmente le varie funzioni. Dopo un allenamento di potenziamento muscolare il metabolismo delle proteine ricrea un buon equilibrio solo dopo circa 36/48 ore oppure il glicogeno si ricostruisce parzialmente dopo circa 2/3 ore mentre la ricostruzione parziale della fosfocreatina avviene dopo circa 30 minuti. Nei giovanissimi la capacità di supercompensazione è rapida invece diventa lenta negli anziani.



CARICO FISICO

Il Carico Fisico è l’insieme degli stimoli di allenamento ed è la causa che provoca gli adattamenti dell’organismo, si suddivide in Carico Esterno ( è quello che si può misurare, ad esempio correre 10 volte i 200 metri in 30”) e Carico Interno (è l’effetto del carico esterno sull’organismo). Bisogna sempre considerare il numero delle ripetizioni, la durata del lavoro e del recupero, la frequenza settimanale, la durata della seduta, il tempo della rigenerazione, le condizioni psico-fisiche dell’atleta ed altri fattori. I parametri del carico sono:

-          INTENSITA’: esistono delle intensità soglia, per ogni mezzo di allenamento e per ogni giorno dei vari periodi della preparazione, che sono diverse per ogni atleta e che bisogna individuare per evitare di allenarsi a intensità troppo basse o troppo elevate.

-          DURATA: è importantissimo anche stabilire l’esatta durata degli stimoli allenanti.

-          DENSITA’: è rappresentata dal tempo di stimolo e dal tempo di riposo. La densità varia quando a parità d’intensità e di durata dello stimolo c’è una variazione del tempo di recupero. Ad esempio correre 8 volte 1000 metri in 3’00” con recupero di 200 metri in 42” ha una densità diversa rispetto a correre 8 volte i 1000 metri in 3’00” con recupero di 600 metri di corsa molto lenta.

-          VOLUME: la quantità e la durata formano il volume del carico.

Il carico fisico è allenante quando l’intensità, la durata, la densità ed il volume sono adeguati alle possibilità di risposta dell’organismo dell’atleta.



DISTRIBUZIONE DEL CARICO

-          LA CONTINUITA’ DELL’ALLENAMENTO: se lo stimolo allenante per un periodo viene a mancare si ha un calo della condizione fisica dell’atleta, pertanto è fondamentale la continuità dell’allenamento con carichi di diversa intensità, durata, densità e volume nei vari periodi dell’anno senza mai trascurare di inserire anche dei periodi di rigenerazione e di riposo (attivo per gli atleti d’elite).

-          LA PROGRESSIVITA’ DEL CARICO: uno stimolo standard con il passare del tempo perde il suo effetto allenante pertanto il carico fisico deve gradualmente e progressivamente crescere, però con delle interruzioni, per creare nuovi adattamenti a livelli più elevati.

-          L’ALTERNANZA CICLICA DEL CARICO: una ottimale distribuzione degli stimoli avviene in forma ciclica in cui vengono utilizzati tutti i carichi fisici utili alla preparazione dell’atleta permettendo anche il loro recupero. La ciclicità garantisce i tempi giusti della ripetizione dello stimolo per sfruttare al meglio la supercompensazione.

-          LA MULTILATERALITA’: l’atleta deve sviluppare e migliorare tutte le sue funzioni, le sue qualità fisiche e le sue capacità e forme di movimento con finalità diversificate secondo la sua età e la specialità praticata.

-          INDIVIDUALIZZAZIONE: le risposte al carico fisico degli atleti non sono uguali, ognuno ha reazioni fisiche e psichiche diverse, per questo l’allenamento deve essere sempre personalizzato.


Quando gli stimoli allenanti agiscono sull’organismo, gli adattamenti creano dei cambiamenti nell’atleta di tipo anatomico, ultrastrutturale, biochimico e funzionale.

 
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